
Dossier shock: la mafia sta invadendo la Provincia. L'allarme di Confesercenti: "Casalesi e 'ndrangheta espandono qui i loro affari"
FORLI’-CESENA - Viviamo nella “Gomorra del nord”, in una regione infettata dal clan dei casalesi e dai malavitosi della ’ndrangheta, specializzati soprattutto in narcotraffico e infiltrazioni nel sistema degli appalti. Il “Rapporto Sos Impresa” di Confesercenti, giunto alla sua XII edizione, mostra un sistema mafioso già radicato anche nel nostro territorio. Non come in Sicilia o in Campania? Certamente. Ma risulta inquietante leggere che “la pressione estorsiva della delinquenza campana è stata esercitata non soltanto nei confronti degli imprenditori edili di origine campana”. Ci sono vittime del sistema criminale anche tra i romagnoli. A Forlì-Cesena si registra “la presenza (...) di soggetti legati alla ’ndrangheta calabrese riconducibili a diverse cosche”. Subito viene alla mente il blitz dei carabinieri che, solo due mesi fa, riuscirono ad arrestare il latitante calabrese Cosimo Filomeno.
A pagina 41 del rapporto viene citata la provincia di Rimini come una di quelle prese di mira dai casalesi. Non è un caso, verrebbe da dire, se fu trovato a Riccione uno dei figli di Francesco Schiavone, noto come “Sandokan” e boss della camorra di Casal di Principe. Ma di mezzo c’è anche l’usura: è lo stesso dossier, diverse pagine dopo, a ricordare “l’operazione cravatta” che nell’aprile 2009 portò a Rimini al sequestro “di quattro appartamenti e altrettanti garage, oltre a quattro aree urbane, per oltre 500.000 euro, riconducibili ad un imprenditore di San Marcellino di Aversa (Caserta), già sotto processo a Bologna per usura ed estorsione assieme ad altre due persone e ritenuto legato al clan dei casalesi”.
Il servizio integrale a firma di Lorenzo Galliani su La Voce di Romagna oggi in edicola