
Il rapporto annuale di 'Sos impresa' (Confesercenti): contro le aziende 1.300 reati al giorno nel 2009, ma la metà degli introiti arriva dal traffico di droga. Boom dell'usura, poi eco-reati e appalti
ROMA - Oltre 135 miliardi di euro di fatturato, un utile di 78 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti e un 'ramo commerciale' che genera un volume d'affari che da solo supera i 100 miliardi di euro, una cifra pari a quasi il 7% del Pil italiano. Sono i numeri della prima azienda italiana per fatturato e utile netto, e una delle più grandi per 'addetti' e 'servizi': la Mafia Spa. È quanto si ricava dal XII rapporto sulle attività mafiose in Italia, "Le mani della criminalità sulle imprese", redatto da Sos Impresa, associazione di Confesercenti nata per difendere la libera iniziativa imprenditoriale, e presentato a Roma. Dalla filiera agroalimentare al turismo, dai servizi alle imprese e alla persona agli appalti, dalle forniture pubbliche al settore immobiliare e finanziario, lo studio è una radiografia di quella che Sos Impresa ormai da qualche anno chiama appunto Mafia Spa.
NONOSTANTE L'AZIONE DI CONTRASTO DELLE FORZE DELL'ORDINE e della magistratura, commercianti e imprenditori nel 2009 hanno subito 1300 reati al giorno, 50 l'ora, uno al minuto. Ma non è solo l'estorsione a far traboccare i 'forzieri' dei malavitosi. È la droga a far incassare circa la metà degli introiti mafiosi in Italia, i reati collegati all'ambiente e l'usura sono le successive due attività, ma con cifre ben più basse. Per il traffico di stupefacenti, il rapporto spiega come la Mafia Spa riesce a ricavare circa 60 miliardi di euro, dati ricavati dalla Relazione Annuale 2008 della Direzione centrale per i servizi antidroga e che si ritiene siano rimasti costanti nel 2009. Le 'ecomafie', invece, nel 2009 hanno fatturato complessivamente 16 miliardi di euro (dati relativi al rapporto Legambiente 2009), mentre l'usura raggiunge il podio delle attività tra le più redditizie della criminalità organizzata con un totale di oltre 15 miliardi di euro. Il racket raccoglie 9 miliardi, l'agrocrimine 7,5 miliardi, invece armi e altri traffici, appalti, forniture e la contraffazione viaggiano ognuno sui circa 6 miliardi di euro raccolti in un solo anno.
L'ALLARME CRESCENTE riguarda soprattutto la penetrazione dei tentacoli mafiosi all'interno dell'economia mondiale. "Mafia Spa- si legge nel rapporto- è un grande gruppo imprenditoriale e finanziario. Un'azienda tentacolare dagli innumerevoli interessi economici, che detiene quote azionarie in molte altre società. Opera sul territorio con marchi diversi, diversifica le attività e gli investimenti, agisce nel concreto delle dinamiche economiche e finanziare nazionali ed internazionali, sapendo trarre profitto dai diversi cicli economici".
'RIVELAZIONE' DELL'ANNO È L'USURA, "che nel 2009 ha registrato un vero boom per effetto della crisi e della stretta creditizia- spiega sempre il rapporto-. Questo reato segnala una crescita degli imprenditori colpiti, della media del capitale prestato e degli interessi restituiti, dei tassi di interesse applicati, facendo lievitare i commercianti colpiti ad oltre 200 mila con un giro d'affari che oscilla intorno ai 20 miliardi di euro". Il racket delle estorsioni, invece, resta sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente.
27 gennaio 2010