AFFARI E FINANZA/Venturi: la crisi fa bene alle mafie

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(Teleborsa) - Roma, 27 gen - "E' allarmante che il bilancio le mafie secondo il Rapporto SOS Impresa cresca ancora malgrado la forte pressione dello Stato e la crisi economica. Con i 24 miliardi del giro di affari di usura e racket si potrebbero realizzare almeno 200 mila posti di lavoro e liberare molti ragazzi dal controllo criminale specie nel sud. Queste le dichiarazioni di Marco Venturi, Presidente di Confesercenti a commento del XII Rapporto SOS Impresa.
L'enorme drenaggio di risorse a danno delle imprese ed il clima di paura con cui debbono convivere specialmente i piccoli imprenditori impone di tenere alta la guardia. Contro i commercianti in particolare ogni giorno si scatena una vera e propria bufera di intimidazioni ed atti criminosi: 160 mila taglieggiati, 200 mila vittime dell'usura, 500 mila truffati, 90 mila furti e rapine. Cosa è questo se non un tremendo bollettino di guerra?
Inoltre la crisi, questo è l'allarme di SOS Impresa-Confesercenti, accentua le difficoltà di accesso al credito (malgrado le intese positive con l'Abi) finisce con l'aiutare gli usurai a fare grandi affari.
Ma è comunque importante che ci sia una reazione. I successi dello Stato, grazie anche all'impegno del Ministro Maroni, delle forze dell'ordine e dei magistrati, assieme all'impegno della società civile hanno registrato risultati rilevanti e stanno spingendo non a caso la mafia S.p.A. a cercare di mimetizzarsi e di infiltrarsi nell'economia reale con sistemi diversi dal passato e che il Rapporto SOS Impresa documenta con precisione.
E' dunque un momento cruciale nella lotta alla criminalità organizzata. A nostro parere occorre che ai "pacchetti sicurezza" si accompagni anche un "pacchetto Giustizia" perché più che l'inasprimento delle pene bisogna garantire la loro effettiva esecuzione.
Anche per questo motivo serve andare oltre le logiche risarcitorie. E' necessario escludere con rigore imprese colluse da appalti e forniture pubbliche ed invece pensare a percorsi preferenziali per chi si ribella al racket spietato delle cosche criminali. E' fondamentale allora non solo aprire corsie preferenziali per chi resiste e denuncia ma anche garantire sicurezza alle persone ed alle famiglie. E' decisivo inoltre che l'imprenditore che denuncia non venga considerato soggetto a rischio quando bussa alle porte del sistema creditizio. Sostenere chi ha il coraggio di reagire vuol dire anche premettergli di continuare a vivere della propria attività senza diventare un "isolato". Ma siccome è palesemente assurdo che i soldi delle leggi per lo sviluppo del sud possano finire in mani mafiose, per evitare questo rischio chiediamo che nelle politiche agevolative si tenga conto di chi si oppone a taglieggiatori ed usurai.
Confesercenti avanza anche un'altra proposta alle forse politiche: di questi problemi vorremmo che si parlasse molto e concretamente anche nella prossima campagna elettorale per le regionali. Sono questioni vitali che dovrebbero avere la priorità rispetto alle dispute sui candidati o su impegni generici che poi restano sulla carta e marcano la distanza fra politica e vita reale del Paese".