ASCA/MAFIA: CONTRO VENDITA BENI 100MILA FIRME A PETIZIONE 'LIBERA'
(ASCA) - Roma, 30 nov - ''Contro la vendita dei beni confiscati, io ci metto la faccia''. E' la nuova iniziativa lanciata da Libera a cui hanno risposto in tantissimi i tutt'Italia, facendosi fotografare con il cartello ''Vendesi-Questo e' un bene! non e' in vendita''. E adesioni fotografiche sono arrivate dai Modena City Ramblers, da Moni Ovadia, dal segretario della CGIL Guglielmo Epifani, da Giancarlo Caselli, Livio Pepino, dal giornalista di Striscia la Notizia Jimmy Ghione, dalla scrittrice Marcelle Padovani, dal direttore Tele Jato Pino Maniaci, dall'attore Renato Scarpa e dal figlio di Pio la Torre, Franco la Torre.
Da Bardonecchia a Palermo, da Casal di Principe a Milano, da Parma a Foggia, associazioni, scout, studenti, mondo del volontariato sono scesi in oltre cento piazze per la giornata di mobilitazione nazionale di Libera ''Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra'' contro la vendita dei beni confiscati come previsto dall'emendamento alla Finanziaria gia' approvato al Senato ed in attesa di essere discusso alla Camera. Per restituire il maltolto ai territori, ai cittadini alle associazioni. Una giornata caratterizzata da banchetti con la raccolta di firme dell'appello che chiede il ritiro dell'emendamento, concerti, piccoli set fotografici per foto con il cartello ''Vendesi'', iniziative sui beni confiscati.
Raggiunta quota centomila. Tante sono le firme dell'appello ''Niente Regali alle mafie-i beni confiscati sono cosa nostra'' lanciato da Luigi Ciotti per chiedere al Governo ''di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. La vendita dei beni significhera' una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficolta' del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. Non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un ''Italia civile, onesta e coraggiosa''. Una risposta incredibile basata sul passaparola che far rivivere lo stesso clima e spirito che tredici anni fa porto' alla raccolta di un milione di firme per far approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Centomila persone che hanno firmato online sul sito www.libera.it e attraverso i tantissimi banchetti che le tante associazioni aderenti alla rete di Libera stanno organizzando in giro per l'Italia.
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