
5 Si è tenuta, il 16 febbraio scorso, la riunione del coordinamento nazionale della Rete per la Legalità. Diversi i punti affrontati all’ordine del giorno per questo importante incontro, aperto dal coordinatore nazionale, Lorenzo Diana, che ha tenuto da subito a sottolineare i risultati ottenuti dalla neonata organizzazione delle associazioni antiracket e antiusura.
La Rete conta, a poche settimane dalla nascita, decine di adesioni su tutto il territorio nazionale. Nel Lazio e in Campania sono stati nominati anche i coordinamenti regionali, a breve, il marzo prossimo a Catania, verrà presentato il coordinamento siciliano, cui seguirà la Calabria e, a cascata, tutte le altre regioni.
Non solo. Un altro importante appuntamento sarà la convocazione dell’Assemblea Nazionale, probabilmente nei primi giorni di aprile, per fare il punto della situazione, per approvare lo Statuto e per dotarsi di organismi più strutturati e di una maggiore visibilità, mettendo in calendario una serie d’incontri con i rappresentanti di tutte le forze politiche.
Gli interventi seguenti – Lino Busà, Luigi Cuomo, Italo Sanatarelli, Nino Marcianò, Salvo Campo, Silvia Brizzi, Tommaso Battaglini, Bianca La Rocca, Franca De Candia - hanno tenuto a sottolineare di come la Rete per la Legalità sia un progetto di lunga durata. Nato soprattutto dall’esigenza, da parte di decine di associazioni impegnate sul territorio nel difficile contrasto all’usura e al racket, di mettere in campo un progetto innovativo nelle idee e nelle forme, vista una situazione stagnante da molti anni, che ha annacquato e, in alcuni casi, inquinato, la lotta al crimine.
I punti di forza delle Rete sono il Codice etico e il Manifesto dei Valori, dove gli aderenti alla Rete si riconoscono proprio per contrapporre al professionismo dell’antiracket, un associazionismo fondato sul volontariato e sulla gratuità nell’aiuto alle vittime. Un risultato in parte già raggiunto visto l’alto numero di adesioni, ma che deve essere maggiormente valorizzato e potenziato. Così come lo Statuto, che verrà votato dall’Assemblea Nazionale tra poche settimane, e che pur non perdendo quella elasticità di azione che contraddistingue la Rete, rispecchierà i presupposti del Codice etico e del Manifesto.
Altro importante punto affrontato dal coordinamento è stato il giusto riconoscimento della Rete all’interno del Comitato di solidarietà al Ministero dell’Interno. Per questo i presenti hanno invitato Lorenzo Diana ha mettere in atto tutti gli atti necessari per comprendere i criteri di nomina dei rappresentanti delle associazioni antiracket e antiusura.
Infine, la discussione su una vera e seria riforma della Legge 108/96, nei punti dove ha mostrato maggiori lacune visto il costante calo delle denunce a fronte di un fenomeno come l’usura che mostra di crescere in maniera esponenziale. La Rete ha intenzione di lanciare anche una serie di proposte sull’uso dei beni aziendali confiscati alle mafie, onde evitarne la chiusura e il fallimento, come purtroppo, troppo spesso, avviene oggi.
Lorenzo Diana ha raccolto tutte le proposte pervenute dal coordinamento nazionale, impegnandosi e invitato tutti ad impegnarsi per l’appuntamento dell’Assemblea Nazionale.