
Un'occasione che per l'istituto è stato spunto anche per ufficializzare la nascita del suo Osservatorio sui fenomeni illegali e criminali in agricoltura, un organismo permanente di monitoraggio nel settore. Questa struttura, secondo il presidente della fondazione Marco Minniti, dovrebbe essere affiancata da un Osservatorio ad hoc da istituire presso il Ministero dell'Interno con la partecipazione delle organizzazioni di categoria per monitorare e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata in agricoltura. "Stiamo assistendo - ha detto Marco Minniti, presidente della fondazione - a un 'ritorno alla terra' della criminalità organizzata. Se un tempo prosperava alimentando mercati legati al soddisfacimento di bisogni voluttuari come droga, contrabbando di sigarette e prostituzione, ora trae ingenti profitti anche speculando sui bisogni primari, ossia quelli legati all'alimentazione degli individui e alla produzione agroalimentare". Reati di abigeato, il furto di bestiame, in aumento del 20% nel 2006; macellazione abusiva, traffici di carne e combattimenti illegali per un volume di affari di 2,4 miliardi di euro; truffe e frodi fiscali ai danni dell'Ue; un tasso di irregolarità del lavoro in agricoltura pari al 22,2% nel 2005, con un mercato del lavoro forzato sviluppato soprattutto al Sud: sono i principali illeciti nel settore agricolo commessi dalle mafie, che hanno ormai esteso il loro raggio d'azione nel settore alimentare, controllando i mercati, la grande distribuzione e la ristorazione. Accade così che in alcune zone della Calabria, come ha spiegato Italo Saverio Trento, direttore dell'Osservatorio della Fondazione Cloe, "i prezzi dei prodotti agroalimentari sono più elevati che nel resto dell'Italia perché le strutture distributive, sotto il controllo della criminalità, fanno cartello". Si sono poi verificati casi, come ha ricordato Minniti, "in cui anche grosse catene distributive e titolari di marchi hanno operato sotto il controllo di organizzazioni mafiose attraverso l'uso di prestanome. Il controllo della distribuzione avviene sia attraverso la richiesta del pizzo, sia imponendo alle imprese commerciali la vendita e la collocazione sugli scaffali di determinati prodotti oppure l'assunzione di manodopera". In sostanza - ha concluso Minniti - "senza che ce ne accorgiamo, la mafia detta legge sulle nostre tavole". ANSA
Alla stesura del I Rapporto sulla Sicurezza e legalità in agricoltura nell'era della globalizzazione, presentato dalla Fondazione Cloe il 29 ottobre 2008, hanno collaborato, tra gli altri, Lino Busà, Enzo Ciconte, Bianca La Rocca, Pier Paolo Romani, Valeria Scafetta