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'Zagare e sangue. L’informazione è Cosa Nostra' di Vincenzo Arena (ed. Albatros)
(IRIS) - ROMA, 6 GEN - Un libro sul ruolo del giornalismo nella lotta alla mafia.

E' questo l'obiettivo principale del saggio 'Zagare e sangue. L’informazione è Cosa Nostra' di Vincenzo Arena (ed. Albatros), in vendita nelle librerie e in Rete da qualche giorno. Il testo è suddiviso in quattro capitoli che ripercorrono la storia della mafia siciliana, giungendo all'impegno di alcuni giornalisti vittime di Cosa Nostra per la loro attività di informazione. Nel libro ci sono varie interviste a parenti dei giornalisti morti in Sicilia fra gli anni Settanta e Novanta, come Beppe Alfano, Peppino Impastato, Giovanni Spampinato, Pippo Fava.

'Zagare e sangue' ha la prefazione di Marco Frittella, giornalista politico del TG1 e docente di Giornalismo politico e radiotelevisivo presso il Corso di Laurea Magistrale di Informazione e Sistemi editoriali di Roma Tor Vergata. In appendice è presente il Rapporto 2006-2008 sui cronisti minacciati dalle mafie, curato dall’Osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei girnalisti Ossigeno per l’informazione diretto dal giornalista dell’ANSA Alberto Spampinato.

La prima presentazione del libro è in programma il 26 gennaio presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tor Vergata.

Vincenzo Arena, 28 anni, è direttore dal 2007 del periodico online Mediapolitika, ha spiegato a IRISPRESS il motivo che ha portato alla stesura della sua tesi di laurea specialistica, diventata la sua prima pubblicazione. "Questo libro è un atto d’amore nei confronti della terra delle mie origini: la Sicilia, terra 'bellissima e disgraziata' come diceva Borsellino, terra che ha visto morire otto giornalisti ammazzati per mano di Cosa Nostra negli ultimi cinquant’anni. Ammazzati perchè facevano con passione il proprio mestiere: raccontavano le angherie dei mafiosi e le collusioni della mafia con la politica e l’imprenditoria" afferma l'autore.

"Questo libro - conclude Arena - è un risconoscimento al valore di giornalisti divenuti eroi loro malgrado. Eroi a tre quattro euro al pezzo, ma con le tasche piene di libertà e dignità. Perchè fare antimafia dal desk di una redazione o dal confort dei talk show è semplice... essere in trincea ogni giorno, consumare le suole delle scarpe, subire intimidazioni e minacce ogni giorno è tutta un’altra storia".

Autore: SteI