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Metastasi. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito, di Gianluigi Nuzzi
Il libro Metastasi. La nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito, di Gianluigi Nuzzi, parte “dalle confessioni esclusive di Giuseppe Di Bella…amico d’infanzia e per anni uomo di fiducia del boss Franco Coco Trovato, uno dei capi storici dell’organizzazione, il padrino calabrese che con il sangue ha colonizzato il Nord Italia, dalla Lombardia al Veneto. La sua testimonianza racconta perchè la ‘ndrangheta è riuscita a entrare nella politica, nelle amministrazioni, nel mondo del lavoro, nella società”.

Tutto inizia con una semplice telefonata al giornalista. C’è da capire se c’è da fidarsi, c’è da farsi accompagnare da qualcuno - il fido Claudio Antonelli, carabiniere prima di diventare cronista - c’è da scegliere bar ogni volta diversi, da entrare in case che sul campanello non hanno cognome, travestendosi da operai (nel caso passassero le forze dell’ordine), o finendo chiusi in balcone quando una volta citofonano tre volte ( anche dopo essere rientrati Di Bella non rivelerà chi fosse).

Il giorno per ‘parlare’ per Di Bella - che nel frattempo è uscito dal programma di protezione, e ha un figlio di undici anni - è arrivato con la morte della moglie, che su un letto d’ospedale gli ha fatto promettere che “avrebbe fatto massima chiarezza per dare un futuro a suo figlio…Era una brava ragazza, ed è riuscita a cambiarmi”. E così, anche se il suo avvocato gli consiglia di non farlo, lui decide di chiamare il giornalista Nuzzi.

E così Di Bella sostiene che, nonostante nel Nord Italia sembra regnare la pace, la ‘metastasi’ si è innestata anche lì, la pace è apparenza. La Lega, secondo lui, è scesa a patti pesantemente (come sosteneva anche Saviano, scatenando una polemica infinita), ovvero “la Lega parla un’altra lingua ma vuole la stessa cosa: voti e potere”. Neanche i sindacati sono immuni dal cancro, e negli enti locali milanesi secondo Di Bella si fa largo la pratica del voto di scambio.

La ‘ndrangheta cerca infatti ‘il dialogo con le istituzioni’, dalla ‘ndrangheta non si esce se non a piedi davanti, perchè se ti ‘battezzano’ anche se ti chiedono di uccidere tua madre devi farlo senza fare una piega. E se cerchi di prendere le distanze la tua famiglia si mette in lutto, come avviene a Carreca, dove su un migliaio o poco più di abitanti 600-700 sono affiliati.

Poi c’è la storia di come abbia attecchito il ‘cancro’ nelle istituzioni, di come la ‘ndrangheta sia riuscita ad accumulare il suo immenso patrimonio.
Interessante anche il capitolo sul tentato furto delle ceneri di Versace (a Di Bella fu rivelato da Alfa - uno addentro ai giri di usura nel mondo delle grandi maison della moda - che Versace sarebbe ancora vivo, e c’era nervosismo per la paura che fosse fatto eseguire un esame del Dna sulle ceneri).

“Uno battezzato rispetto agli altri si sente come un dio…non conta che sia migherlino…non considera più gli altri come esseri umani con una vita, un cuore, desideri e affetti. Gli altri non esistono più, e se esistono basta spaventarli, ammazzarli…Noi della ‘ndrangheta non vediamo gli altri come persone. Li ignoriamo, pensiamo che sono tutti degli sfigati, dei fessi, gente senza palle che tira avanti come mille euro al mese, senza una dignità, una gioia”, dice Di Bella. Per poi dare invece ragione a sua moglie: “non esiste amicizia, ma solo interesse e morte. Se non ti comporti come dicono loro è la fine”.

Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Metastasi. La nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito
Chiarelettere
14.60 euro