Rete per la Legalità
Intervista a Lorenzo Diana, Coordinatore nazionale della Rete per la Legalità. “La Rete rappresenta un momento importante di crescita di tutto il movimento antiracket e antiusura” di Bianca La Rocca

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Il 6 dicembre 2010, Lorenzo Diana è stato eletto, per acclamazione, Coordinatore nazionale della RETE PER LA LEGALITÀ, la più grande organizzazione nazionale di coordinamento di associazioni e fondazioni antiusura ed antiracket.

Allora, come hai accolto questo incarico di Coordinatore della Rete della Legalità?
Sicuramente con sorpresa. Inutile nascondere che mi ha fatto molto piacere e, contemporaneamente, sento il peso della responsabilità di dover rappresentare un’organizzazione importante, che contiene al suo interno tante associazioni antiracket e antiusura importanti e, soprattutto, sempre molto attive sul fronte della lotta alle mafie e alla criminalità. Sicuramente, mi impegnerò per svolgere al meglio il mio ruolo.

Sei un nome noto dell’antimafia sociale, la tua biografia parla da sola. Vista l’esperienza maturata come affronterai questo nuovo fronte?
Come già ho avuto modo di dire ieri, durante la bella mattinata in cui la rete è stata presentata pubblicamente, mettendo a disposizione la mia esperienza e ascoltando tutti. Credo che solo in questo modo noi riusciremo a far crescere l’intero movimento antiracket e antiusura, con cui del resto mi sono già incontrato e lavorato negli anni in cui sono stato in Commissione antimafia. L’ascolto reciproco non solo arricchirà le conoscenze di ognuno e animerà il dibattito, ma ci permetterà di poter avanzare proposte concrete nei confronti delle Istituzioni, rafforzandoci nel nostro lavoro quotidiano e sul territorio.

Il primo appuntamento plenario della Rete è già fissato per il 20 dicembre prossimo, a Fondi. Possiamo considerarlo un primo importante passo della neo-organizzazione?
Direi di sì. Non solo avremo modo di discutere e conoscerci meglio, ma non dobbiamo dimenticare che alcune linee guida sono state già poste nel Manifesto e nel Codice Etico. Bisogna tenere presente due elementi importanti: il movimento antiracket e antiusura, guardandolo dal punto di vista storico, è un’esperienza giovane che possiamo far risalire agli inizi degli anni Novanta. Penso alle prime forme di ribellione da parte di alcuni imprenditori dopo la morte di Libero Grassi e Gaetano Giordano, alcuni dei quali continuano a essere protagonisti della lotta al racket e all’usura, anche se spesso hanno pagato dal punto di vista personale dei prezzi altissimi. Dall’altra, proprio grazie a queste esperienze, è ricco di esperienze positive e di desiderio di crescere. Ecco, credo che la Rete della Legalità offra proprio quest’opportunità: contribuire a una crescita collettiva di tutte le associazioni, le fondazioni, i comitati e quanti vogliono combattere le forme d’illegalità e corruzione, così come il racket e l'usura e tutte le mafie.

Spesso, soprattutto all’Estero, l’Italia e, in particolare, il Mezzogiorno, viene etichettata come paese della mafia, quando poi si scopre che le mafie sono al Nord, in Europa, in America, in Australia, e che, fino ad oggi, solo il Sud può vantare di avere un movimento antimafia così ricco, articolato e combattivo?
Vero, se da una parte il Mezzogiorno conosce il dramma della cultura mafiosa, è altrettanto vero che è proprio in queste terre martoriate nascono le esperienze più significative dell’antimafia. E’ come se, avendo conosciuto il virus mafioso, fossimo stati in grado di sviluppare i migliori anticorpi. Tali organizzazioni, spesso nate solo per il coraggio di pochi singoli, sono cresciute e sono riuscite a coinvolgere migliaia di persone nel loro cammino. Basti pensare alla Giornata della Memoria del 21 marzo, nata in ricordo delle vittime di mafia che, all’inizio, vedeva la partecipazione di poche migliaia di persone e negli ultimi tre anni, a Bari, Napoli e Milano ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi. Un segnale che fa ben sperare per il futuro.
Non solo. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo il Paese con la legislatura antimafia più avanzata a livello internazionale. Tanto che a Bruxelles le istituzioni europee stanno discutendo di come esportare queste esperienze e questa capacità anche agli altri Paesi dell’’Unione.

Proprio questa mattina, Libera ha presentato un dossier sulla corruzione. Si parla di circa 60 miliardi di euro l’anno che pesano sulle tasche di tutti i cittadini. Sos Impresa, ogni anno presenta il rapporto Le mani della criminalità sulle imprese ed anche lì le cifre sono simili a quelle di una legge finanziaria: 140 miliardi di euro annui di fatturato. Come se ne esce?
E’ evidente che l’appello all’etica e al rispetto, seppure importante e indispensabile, non è più sufficiente e, su questo terreno, io vedo anche un elemento di crescita della Rete della Legalità. Dobbiamo cominciare ad affermare con più forza il concetto di antimafia delle convenienze e di antimafia delle opportunità sociali. Denunciare il racket, l’usura, le forme di corruzione e criminalità diffusa deve essere conveniente. Il cittadino che si espone e che fa il suo dovere non deve rimanere un isolato esempio di eroismo, ma deve ricevere anche dei vantaggi concreti dalla denuncia. Inoltre, denunciare deve significare l’apertura di nuove opportunità non solo per se stessi, ma per tutta la collettività. Solo in questo modo noi riusciremo ad attirare dalla nostra parte anche quei settori imprenditoriali che vedono nella denuncia solo difficoltà e disinteresse, e quindi preferiscono pagare, pur di vivere tranquilli e continuare a lavorare. Solo quando tutti si renderanno conto che, per rendere il Paese più competitivo, dobbiamo sconfiggere questa mentalità del quieto vivere che alimenta il sistema corruttivo-mafioso, allora potremmo dire di aver veramente sconfitto mafia e corruzione. Credo che la Rete della Legalità sia già sulla buona strada, bisogna andare avanti. Vogliamo essere e far divenire il movimento antiracket ed antiusura sempre più protagonista di un’azione per la legalità, per la libertà e la sicurezza dei cittadini, degli imprenditori e dei commercianti.

Allora, auguri e buon lavoro…
Buon lavoro a tutti noi!

Foto di Danila Bellino