No Usura Day
Usura, la storia: la vittima, "trattato come morto di fame"
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Lello cerca di pagare, ristruttura case degli usurai gratis, fa un mutuo sulla sua casa, svende tra le lacrime la casa paterna della moglie, lasciatole dal padre.
Paga anche l'assistente del notaio perché aspetti a far arrivare quell'assegno almeno di un giorno, per allontanare lo spettro del protesto continuando senza sosta a cercare soldi per pagare. Anche la moglie di Lello è costretta a firmare quelle cambiali perché "la firma di Lello non vale più nulla". "Non so più cosa firmavo - racconta - spuntavano assegni e cambiali dovunque e non riuscivo più a contarle. Minacciavano: se non paghi domani tuo figlio che studia tanto sarà buttato fuori dalla Bocconi, tu non lavorerai più, sappiamo dove trovare tua figlia...non capivo più nulla, era talmente tanta la paura che qualsiasi cosa mi mettevano davanti io firmavo, persino una cambiale senza cifra". Il primo, l'usuraio '0', persino dal letto di morte, in ospedale per tumore terminale, non molla di fronte alle lacrime di Lello che è andato ad implorarlo di lasciarlo andare: "Anche se sto morendo tu devi pagare tutto. C'è già chi viene dopo di me".
Ed è così: Lello "conosce" l'usuraio di Terni, quelli di Roma, Napoli, si ritrova assegni da pagare persino in Calabria. Ventiquattro usurai in tutto che assediano un uomo solo. E alla fine anche le minacce dei Casamonica, chiamati a riscuotere. Dal 2004 al 2008, l'anno della denuncia, per un fido negato di 5mila euro ad un'impresa sana Lello arriva ad avere un debito da un milione euro. Ha trovato la forza di denunciare, ma era stanco: ha tentato di uccidersi, è stato salvato dai finanzieri che seguivano il suo caso. S.o.s impresa lo ha aiutato ma racconta: "Sono stanco. Loro non ti tolgono solo casa e soldi, ti tolgono il sorriso. Io prima ero sempre allegro, ora tutti in famiglia piangono.
Nessuno mi dà più lavoro, sono il morto di fame, sono io il delinquente. Sono tagliato fuori. Mi hanno stroncato, non ho la forza di andare avanti. Loro non vogliono solo i soldi vogliono portarti alla pazzia, a fare delle pazzie. Dopo la denuncia ricevevo telefonate ogni minuto giorno e notte, minacce. Ho cercato di uccidermi.
Mi hanno salvato. Sono andato in cura da uno psichiatra. Ma sono stanco. Provo a ripartire - prosegue - ma è difficile non mi fanno lavorare. Esco alla sette di casa, mia moglie mi chiede dove vai, io mento: vado a lavorare, invece lavoro non ce l'ho. Vago per le campagne e mi nascondo come un vigliacco.
Ho incontrato uno di quelli che ho denunciato, era su una Bmw, si è fermato e mi ha detto 'tu hai denunciato e sei un morto di fame, guarda me, come sto'. Ora voglio solo guardarli tutti in faccia al processo. Ma ogni giorno prego di andare a dormire e non svegliarmi più".