
Fausto Bernardini Da vittima di usura a membro del coordinamento nazionale di Sos Impresa attivo allo sportello antiusura e antiracket del Lazio.
Come è arrivato all’usura?
La mia storia inizia nel maggio 2006. Ero presidente di un’associazione sportiva di calcio a 5.
Cosa è accaduto nel 2006?
A fronte di ritardi nei pagamenti nelle partnership, degli sponsor, mi sono trovato in un momento di necessità di liquidità. Avevo fatto degli assegni post-datati per pagare il campo, il medico, l’abbigliamento. Non riuscivo a fermare questi assegni.
Per quale cifra li aveva emessi gli assegni?
Io avevo bisogno di 10mila euro. Per non andare in protesto sono andato da un mio amico chiedendogli di darmi una mano perché avevo questa necessità.
Chi le prestò soldi?
Questo amico mi disse che lui non aveva questa disponibilità ma che conosceva una persona che mi poteva aiutare perché aveva un armadio pieno di soldi e che a questa persona avrei dovuto dare un interesse mensile, che la cosa era tranquilla, che se non riuscivo a dargli i soldi nel mese avrei rinnovato.
Cosa significa rinnovare?
Così si dice nel gergo del mondo dell’usura, ossia avrei dato gli interessi soltanto, rinnovando la quota capitale con un nuovo assegno.
Senza interessi composti?
Esatto.
Poi cosa è accaduto
Feci l’errore di accettare.
Con chi trattò?
Con questa terza persona. Il tasso concordato fu del 10% mensile. Lui mi consegnò 9mila euro a fronte di assegni per 10 mila euro in scadenza il mese successivo.
Per cui l’interesse per il primo mese di prestito era già coperto.
Alla fine del primo mese non avevo la disponibilità per coprire questi 10mila euro, avevo solo parzialmente la disponibilità. Per cui ho cominciato a rinnovare. Da quel punto sono entrato nel tunnel del dare/avere.
E gli assegni?
Tramite questo giro di assegni sono andato in protesto. Dopodiché non ho più avuto possibilità di accedere al credito.
Ma dal prestito iniziale al protesto quanto tempo è passato?
Sono passati due mesi e mezzo, sono andato in protesto ai primi di agosto del 2006.
Ha avuto il blocco delle attività bancarie?
Mi sono trovato all’improvviso senza niente. E da quel momento l’unico che poteva darmi credito era l’usuraio. Poi si è innescato tutto il meccanismo che esiste tra la vittima d’usura e l’usuraio. Quindi dipendevo da lui, facevo tutto quello che diceva lui.
Quanto ha dato?
Di quei 10mila euro iniziali alla fine della mia storia che è durata un anno e mezzo gliene ho restituiti fisicamente 300mila. A fronte di un capitale che ha dato a me di circa 90mila euro.
Come si è procurato i 300mila euro?
Gli approvvigionamenti andavano con gli sponsor che entravano per l’attività sportiva. Poi, prima di andare in protesto avevo contratto apposta un mutuo-ristrutturazione: quel mutuo è andato a finire in mano loro. Dopo ho chiesto prestiti ad amici, conoscenti, preti, suore, vescovi e tutti quelli che conoscevo. Arrivavo in ufficio e dopo un’ora uscivo sperando di incontrare qualcuno che conoscevo per chiedergli soldi da portare a questi.
Ha trovato gente disponibile?
Assolutamente sì. Con questa gente ho un debito di circa 100mila euro.
Quando ha denunciato?
Nel novembre 2007.
Cosa la fece scattare?
Sotto casa mi hanno alzato e attaccato addosso al cancello intimandomi di dargli i soldi entro il giorno successivo.
È stato liberatorio?
Quando sei vittima di usura c’è questo meccanismo di dipendenza psicologica, questa persona la consideri come il tuo migliore amico, è l’unico che ti rimane vicino.
Come si sono concluse le indagini?
Hanno arrestato cinque persone; uno è stato estradato. Gli altri sono stati condannati, tre in primo grado uno anche in secondo con condanna passata in giudicato.
Sono in carcere?
Sono fuori tutti.
Vive tranquillo oggi?
Sì.
Ha usufruito dei mutui per vittime di usura previsti dalla legge 108/96?
Qui vengono le dolenti note. Ero presidente di un’associazione sportiva non a fini di lucro. E quindi non ho potuto accedere ai fondi di solidarietà perché sono previsti soltanto per gli imprenditori.
Oggi per quanto è indebitato?
Circa 200mila euro. I maggiori creditori sono la banca dove ho preso il mutuo, un prestito con la garanzia del tfr e un altro prestito. Quelli ad oggi si succhiano l’85% del mio stipendio. Poi, escluso un paio di persone, tutte le altre sono “dormienti” e qualcuno mi ha detto che non li rivuole più.
Quali sono oggi i suoi rapporti sociali?
Li ho ricostruiti ex novo nel mondo di Sos Impresa e nel mondo del lavoro.
Alessandro Conti
http://city.corriere.it/2010/09/29/interviste.shtml