No Usura Day
Inviato Speciale/Usura in aumento. E pochi denunciano

Mentre la stampa e le tv continuano a raccontare di una fantomatica ripresa dell’economia e di una gestione oculata ed attenta della crisi finanziaria da parte del governo, sono stati diffusi dati allarmanti sull’usura da Sos Impresa.

In occasione del “No Usura Day”, ha lanciato la campagna “Fuori dal buio per uscire dal silenzio”, denunciando in particolare la natura associativa dell’usura, sempre più ‘crocevia’ di altri reati, come truffa e riciclaggio di denaro da parte di clan mafiosi e camorristici.

Ma, sempre secondo Sos Impresa “si tratta anche di un reato sempre meno denunciato e di fatto depenalizzato a causa dei lunghissimi tempi giudiziari che mettono le vittime in continuo stato di difficoltà e di ricatto”. Ai vecchi ‘cravattai’ e ‘usurai di quartiere’ si starebbero sostituendo nuove figure: persone che “fanno capo a circuiti della malavita, investitori professionisti che si avvalgono di larghe amicizie in ambienti finanziari, bancari e giudiziari e veri e propri usurai mafiosi”.

Insomma, nonostante il governo ogni giorno si vanti della cattura di un latitante o di un boss, non mancano le occasioni per le organizzazioni mafiose per rimpinguare le proprie casse: l’usura, evidentemente, è uno dei sistemi preferiti. Secondo i calcoli di Sos Impresa, il guadagno dell’usura di mafia ammonterebbe, infatti, a circa 6 miliardi di euro l’anno con circa 70mila persone coinvolte in patti usurai con associazioni mafiose.

Sos Impresa ha diffuso anche altri dati allarmanti: nel triennio 2006-2009 sono state 165 mila le attività commerciali e 50 mila gli alberghi e i pubblici esercizi costretti alla chiusura. Il 40% di questi deve la cessazione dell’attività all’aggravarsi dei problemi finanziari, a un forte indebitamento e all’usura. Negli ultimi due anni, inoltre, il fenomeno si sarebbe addirittura moltiplicato, arrivando a coinvolgere circa 600mila soggetti (una stima fatta per difetto) tra piccoli o grandi imprenditori, commercianti, operai e pensionati, un terzo dei quali concentrati in Sicilia, Lazio e Campania.

Lo studio di Sos Impresa ha riguardato anche la figura gli usurai. Un identikit lo dipinge come uomo, nella maggior parte dei casi di meno di 50 anni, nel 65% dei casi proveniente dal Sud Italia. Nel 64% dei casi, inoltre, il reato si arricchisce di violenza dei confronti delle vittime: nel 52% dei casi si tratta di estorsione, nel 28% di minacce e intimidazioni, nel 9% di danneggiamenti e nel 6% di violenza e lesioni gravi.

Allarmante, infine, il dato sulle denunce: solo il 10 per cento si rivolge ad associazioni anti usura o alle forze dell’ordine. E quando le indagini partono, nel 91% dei casi i tempi superano i due anni e nel 70% l’esito dell’inchiesta è l’archiviazione.

Davide Falcioni