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Gioventù camorrista di Giuseppe Carrisi

Crescere a Napoli tra scippi, rapine e prevaricazioni: la sconvolgente educazione criminale dei “guaglioni” di periferia, raccontata dalla voce dei protagonisti.

Francuccio ha quindici anni e vive in uno dei quartieri di Napoli dove la camorra, “’o Sistema”, la fa da padrona. E dove, negli anni, attraverso le sue leggi non scritte, i suoi codici d’onore, identità e linguaggi, è riuscita a imporre una sottocultura criminale che ha scavato un solco profondo nelle vite dei giovani, ragazzi e ragazze, lasciando intatta una tragica e violenta esaltazione della propria individualità. Un’individualità principio e fine di tutto, che sembra potersi affermare solo esercitando il potere sugli altri. Nel dedalo di vicoli nascosti, nello squallore dei “bipiani”, lungo il muro di ferro e cemento della tangenziale, in questa periferia dimenticata da Dio e dagli uomini, Francuccio e i suoi amici (lo Scuro, Sasà, Vincenzo, Romina, ’O Barone e tanti altri ancora) si misurano con una feroce realtà fatta di scippi, rapine, spedizioni punitive, prevaricazione, odio, solitudine, abbandono. Questi giovani, giorno dopo giorno, cercano di sopravvivere a loro stessi sfidando la morte, e non sempre riescono a vincere. Perché, prima o poi, ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato e, a sedici anni, come è successo a Mariano, hai solo il tempo di chiamare tua madre per salutarla: «Ciao mamma, mi hanno sparato. Ti amo, perdonami».

«Dove abito io devi far parte di un branco, se sei fuori vieni mangiato. Non c’è altro modo per sopravvivere. Ma anche nel branco devi imparare a guardarti le spalle, a fare ‘a voce grossa, non puoi stare mai tranquillo. Devi essere pronto a difenderti, a volte anche dagli amici. [...]
Qualcuno dice che i fratelli non ce li scegliamo noi, gli amici invece sì. Ma non è per tutti così. Dove vivo io, nemmeno gli amici te li scegli tu: ci nasci, ci abiti vicino, ci cresci insieme e, magari, ci finisci all’inferno.»

Hanno scritto di Tutto quello che dovresti sapere sull’Africa e che nessuno ti ha mai raccontato, PREMIO FREGENE 2009 nella categoria saggistica-critica sociale:

«Un’analisi credibile perché costruita attraverso storie concrete e ben documentate. Un viaggio esplorativo in un continente saccheggiato, corrotto, drogato».
Narcomafie

«Il libro è ricco di argomenti e di analisi e di dati. Un testo da consultare oltre che da leggere».
Nigrizia

«Uno straordinario saggio che illustra il continente nero senza compiacimenti. L’Africa è questo, sembra dire il volume, vincitore del Premio Fregene, fame, dolore, guerra, morte. Chiede aiuto al mondo intero e nessuno può ignorare il grido».
Il Giornale di Brescia