
La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l’omicidio dello zio, d’improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito, di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. […] Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell’oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia.
Resistere a Mafiopoli è il primo libro scritto da Franco Vassia, un giornalista siciliano, e Giovanni Impastato il fratello del famoso Peppino Impastato, noto giornalista, politico e attivista siciliano ucciso nel maggio del 1978 per conto di Tano Badalamenti.
Il libro, in particolare, ripercorre la vita di Peppino Impastato mettendo in luce il suo impegno a favore della legalità che lo portò a scontrarsi con la sua stessa famiglia e con i clan mafiosi del luogo. Lo zio di Giovanni e Peppino Impastato, infatti, era un noto capomafia, Cesare Manzella, rimasto vittima di un attentato nel 1963.
Fu proprio la morte di suo zio a spingere Peppino Impastato a riflettere sul ruolo e sulla vera natura della mafia che, fino a quel giorno, per lui e suo fratello era stata il pane quotidiano. La sua famiglia, infatti, era strettamente legata ai clan mafiosi che si erano formati a Cinisi nel dopoguerra ma con la morte di suo zio, Peppino Impastato sceglie di percorrere una strada diversa:
“Ma questa è veramente mafia? Se questa è mafia io per tutta la vita mi batterò contro queste cose…”
Le sue parole divennero presto il suo cavallo di battaglia tanto che oggi sono diventate famose. Alle parole seguirono i fatti, in un’Italia che, a quei tempi, non proteggeva gli eroi e forse non guardava così a sud. Le sue idee e decisioni portano Peppino Impastato a chiudere i rapporti con suo padre Luigi, che lo cacciò di casa, e ad avviare negli anni seguenti un’intensa attività politica e culturale contro la mafia.
Nucleo della sue intensa attività di denuncia è L’idea socialista, il giornale da lui fondato nel 1965. Le sue idee politiche lo portano, poi, ad aderire al Psiup, il Partito socialista italiano di unità proletaria e dal 1968 a partecipare attivamente alle attività della Nuova Sinistra. In quel periodo le sue principali battaglie consistevano nell’appoggiare i contadini locali le cui terre erano ingiustamente espropriate per la costruzione dell’aeroporto di Palermo, i disoccupati e i lavoratori edili.
Il suo impegno a favore della legalità lo portò a fondare Musica e cultura un gruppo all’interno del quale iniziarono a essere svolte diverse attività culturali e a fondare nel 1977 la famosa Radio Aut, una radio autofinanziata e libera da influenze mafiose. Tra i programmi più seguiti in quel periodo c’era Onda pazza, una trasmissione satirica che prendeva di mira i politici e i mafiosi del tempo, beffeggiandoli e rompendo quell’alone di rispetto che li circondava.
Uno dei principali obiettivi di Radio Aut era la denuncia delle operazioni mafiose locali e la maggior parte dei servizi avevano come protagonista Tano Badalamenti (riconosciuto in seguito come il mandante dell’omicidio di Peppino Impastato) e i suoi traffici di droga che avevano come punto di smistamento proprio l’aeroporto di Palermo.
La corsa verso la legalità di Peppino Impastato, però, fu interrotta nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 durante la campagna elettorale: egli, infatti, aveva deciso di candidarsi nella Democrazia Proletaria ma, evidentemente, era diventato un personaggio troppo scomodo per i mafiosi locali.
A distanza di più di trent’anni dalla sua morte, Giovanni Impastato e Franco Vassia riprendono in mano la vita e la storia di Peppino Impastato e ce la ripropongono, per non dimenticare.
Titolo: Resistere a Mafiopoli
Autore: Giovanni Impastato e Franco Vassia
Editore: Stampa Alternativa - Nuovi equilibri
ISBN: 9788862220866
Pagine: 176
Prezzo: € 14,00