
In relazione all'articolo apparso sul settimanale L'Espresso del 28 marzo 2008, SoS Impresa comunica che, per le falsità e gli altri reati ivi contenuti, Lino Busà, autonomamente, ed SOS Impresa, in quanto Associazione, hanno già presentato due distinte querele in data 13 novembre 2007 e 15 febbraio 2008. Ovviamente seguirà, in brevissimo tempo, una terza querela nei confronti dell'Espresso, nota testata giornalistica che, senza aver provveduto a ricercare i dovuti riscontri alla "presunta notizia", si è in tal modo prestata a fare da cassa di risonanza ad una calunnia con la quale si vuole colpire l'insieme del movimento antiracket.
Ufficio Stampa
Antiracket......veleni e calunnie
L’articolo diffamatorio e calunnioso apparso venerdì scorso sull’Espresso ha gettato rabbia e sconcerto nelle nostre associazioni, i suoi dirigenti, gli imprenditori vittime di estorsione ed usura che abbiamo conosciuto in 15 anni di attività.
Per tutti la domanda ricorrente era: cosa possiamo fare? Possibile che dobbiamo assistere impotenti a questa campagna calunniosa? Ma come si è potuto dare credito ad un personaggio con gravi problemi giudiziari sulle spalle?
Queste vostre domande sono le nostre domande! A cui vanno aggiunte alcune considerazioni. Si sono saldate in questa vicenda diversi interessi: da una parte chi vuole screditare il movimento antiracket in un momento cruciale della sua esistenza, coi risultati raggiunti a Napoli, a Gela, a Palermo, delegittimandone i leader storici, minandone la credibilità; dall’altro quelli di alcuni personaggi, si! I nomi sono sempre dei soliti, a cui lo Stato aveva dato la possibilità di reinserirsi nell’economia e nella società e che hanno sprecato questa opportunità ed infine figure losche che sperano di speculare su questa vicenda sia per vendette personale che per ricavarne un tornaconto economico.
Il guaio è che queste calunnie danneggiano tutti ed in primo luogo le vittime “vere”, le persone in seria difficoltà che da oggi troveranno maggiori difficoltà a ricevere un aiuto e troveranno Istituzioni più rigide, inevitabilmente più attente alla regolarità degli atti formali, che alle tragedie personali e all’ascolto.
In un panorama assolutamente negativo, va segnalata la tempestività con cui il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha ritenuto di ricevere Giovedì 3 Aprile una nutrita delegazione del Direttivo nazionale della FAI.
In quell’incontro porremo al Ministro l’esigenza della tutela del movimento, dei suoi dirigenti, della loro sicurezza personale.
Il livello a cui l’attacco è stato portato, per l’autorevolezza della rivista, (ma a questo punto potrebbe dirsi l’ex-autorevolezza) necessita di una risposta forte, unitaria e rapida dell’insieme del movimento antiracket italiano.
SoS Impresa
Ancora veleni sull'antiracket
Comunicato Stampa On. Giuseppe Lumia
L'On. Giuseppe Lumia, vicepresidente della Commissione Antimafia, ha commentato l'incontro al Viminale tra i vertici della FAI ed il Ministro dell'Interno: "Sono molto soddisfatto che dall'incontro di oggi al Viminale tra la Fai ed il Ministro dell'Interno sia scaturito un rinnovato impegno per la lotta al racket da parte dell'associazione fondata da Tano Grasso.
Si conferma in questo modo che il racconto di alcune vicende fatto dall'Espresso non intacca la credibilità di questa associazione. Su questo voglio precisare che l'intervista che ho rilasciato e che oggi l'Espresso anticipa sul suo sito, non riporta completamente il mio pensiero.
Riconosco tutta la legittimità dell'Espresso di raccontare fatti di cui viene a conoscenza, è un diritto/dovere di tutta l'informazione e l'Espresso lo fa correttamente, ma è ovvio che il settimanale avrebbe dovuto riportare fin dall'inizio dell'esistenza di una querela che replicava punto per punto ad ogni contestazione. Lo stesso Mario Caniglia è un incensurato che ha denunciato e non ha mai pagato il pizzo, mentre è chi lo ha denunciato che deve dimostrare la sua credibilità, visto che ha pagato il pizzo e risulta attualmente sotto indagine.
Riconfermo che Tano Grasso ha gestito correttamente il Commissariato Antiracket, ed anche utilizzato i rappresentanti delle forze di polizia presso il Commissariato con rigore e professionalità, valorizzando un lavoro sul territorio portato avanti anche a rischio della vita."
Roma, 3 aprile 2008
Il popolo antiracket di Giuseppe D'Avanzo, La Repubblica 11 aprile 2008