Iniziative
Incontro di Sos Impresa al Liceo Ruffini di Viterbo del 30 gennaio 2010
Bookmark and Share

Omertà? Noi facciamo rumore!

La mafia agisce subdolamente al fine di aumentare i suoi guadagni, e non si cura minimamente della dignità delle persone. I rappresentanti dell’associazione S.O.S. Impresa intervenuti all’assemblea del Liceo Ruffini del 30 Gennaio hanno sottolineato quest’aspetto dell’organizzazione, e ci hanno dimostrato con le loro esperienze come sia possibile ribellarsi alla sua pesante oppressione. Possibile, certo non facile.

Fausto Bernardini, presidente regionale dell’associazione, ha raccontato come, essendo stato vittima di usura e convinto da un collega a denunciare, nonostante le numerose minacce subite considerava ancora lo strozzino il suo unico amico, l’unico che gli era stato vicino in un momento di difficoltà. È comprensibile come in questi casi si arrivi a dipendere completamente da persone senza scrupoli e pronte a tutto per raggiungere i propri scopi: la condizione di disagio dovuta all’impossibilità di saldare i propri debiti e allo stesso tempo la paura per le possibili ritorsioni in caso di denuncia, spingono a isolarsi completamente e a legarsi all’unico elemento di riferimento che si ha in quel momento, lo strozzino.
Spesso, ha poi aggiunto una sua collaboratrice, Gabriella Sensi, non ci si rende nemmeno conto che si sta toccando il fondo, e si pensa di essere in grado di cavarsela da soli, che sì, ce la si può fare a trovare i soldi per soddisfare il “cravattaro”, e che sì, non ci sia bisogno di allarmare i propri cari, aumentando ancor di più il distacco che ci separa dalla realtà effettiva di grande e profondo disagio in cui ci si trova.

Il reato di usura consiste nel concedere prestiti a interessi superiori a quelli stabiliti dalla Banca d’Italia, passando da tassi del 7-8% a tassi del 120%. Le cause possono essere le più svariate per cedere ad offerte simili, ma certamente un po’ per disperazione un po’ per leggerezza si cade in situazioni drammatiche, dove molto spesso non si capisce nemmeno quale sia la cosa giusta da fare per uscirne. S.O.S. impresa si offre appunto anche come sostegno legale e solidale agli imprenditori vittime del fenomeno mafioso che vogliono denunciare, ma non sanno cosa e come fare. La cosa più importante, ha sottolineato il presidente nazionale Lino Busà, è essere sempre vigili per non farsi mai trovare impreparati. Se in Sicilia e più in generale al Meridione la Mafia è fortemente radicata, già nella nostra provincia, nella quale difficilmente si sente parlare di reati di questo genere, usura e estorsione sono ampiamente diffusi.

Non possiamo attendere che siano gli altri a darsi da fare, perciò se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo impegnarci in prima persona. È facile pensare che il problema Mafia non sia nostro, che non ci riguardi o che ancora peggio sia compito delle istituzioni occuparsene. Lavandosi le mani, il problema non scompare. Ognuno di noi ha il compito di ribellarsi alla Mafia, che, è inutile negarlo, nelle forme più varie ci circonda, e nel suo piccolo impegnarsi nella lotta alla criminalità. L’informazione e la cultura in questa guerra giocano un ruolo fondamentale, ed è proprio per questo che credo che la nostra assemblea abbia avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di un messaggio forte e chiaro: tutto è possibile, perfino che un piccolo imprenditore di provincia come Libero Grassi si esponga per denunciare la propria condizione e che, secondo il suo esempio, molti altri lo imitino. Ma ora tocca a noi, e chi sarà pronto a disubbidire?
Si, disubbidire.
Disubbidire a quella regole che ci impediscono di imporci e combattere.
Disubbidire a quei modelli di corruzione che la società e la politica ci propongono.
Ma soprattutto disubbidire al silenzio che ci circonda e fare rumore, tanto rumore, tutto il rumore che serve per colmare questo vuoto omertoso.

Gli interventi credo non solo siano riusciti a suscitare l’attenzione della platea, ma anche a toccare ognuno di noi e a farci comprendere com’è facile scivolare in questo tipo di situazioni e rovinare così tutto quello per cui si é combattuto fino a quel momento. La propria famiglia, il proprio lavoro, e perché no anche la propria fama e dignità, possono essere corrotti con un semplice gesto. Credo che almeno questo messaggio sia passato a tutti noi studenti; in realtà non è che non lo sapessimo, ma forse avevamo solamente bisogno di qualcuno che ce lo dicesse.

Marco Dimonte

Educare alla legalità aiuta a comprendere come l'organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche e sviluppa la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Affrontare il tema della criminalità organizzata è un atto coraggioso e consapevole e per questo ringrazio Sos Impresa, nella determinata certezza che quella da loro proposta è una sfida che possiamo vincere solo se decidiamo di combatterla insieme.
Maria Antonietta Bentivegna – Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico Ruffini

L’impegno portato avanti da Sos Impresa è a dir poco formidabile. Non solo assiste le vittime di racket e usura, ma agisce all’interno delle scuole, avendo di certo capito che è lì che si deciderà il futuro delle organizzazioni criminali.
La Consulta Provinciale Studentesca di Viterbo da anni organizza eventi sul tema dell’antimafia e la collaborazione con quest’associazione non fa che creare entusiasmo tra i giovani, che sembrano sempre più indirizzati verso un avvenire di legalità e giustizia. L’assemblea di gennaio del Liceo Ruffini è stata decisamente un successo e prevediamo di organizzare incontri anche all’ISIS di Tarquinia e al Liceo M. Buratti di Viterbo , confidando nel sostegno unico che ci ha dimostrato Sos Impresa.
Francesco Sciortino – Presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Viterbo

Un convivio di giustizia, un messaggio di legalità. Ecco ciò che ci ha offerto Sos Impresa, l’associazione che sostiene le vittime di racket e usura in molte parti di’Italia. E’ stata di certo un’esperienza importante e necessaria, visto che nella scuola di oggi l’educazione tralascia del tutto gli argomenti legati alla criminalità.
E’ stato bello sentirsi circondati da attenzioni: avere nell’assemblea di una scuola il Presidente Nazionale di una così grande organizzazione, il Presidente Regionale e diversi testimoni di giustizia non può che lasciare il segno su ciascuno di noi.
Martina Bossi – Studente del Liceo Scientifico Ruffini

Contro tutti coloro che affermano che le assemblee studentesche hanno perso ogni valore, contro tutti quelli che denigrano la partecipazione studentesca, noi abbiamo organizzato quest’assemblea. Abbiamo ascoltato con piacere le testimonianze di Sos Impresa e abbiamo riaffermato l’importanza della legalità, a scuola come nel resto della società. Noi ragazzi ci siamo schierati con questa fantastica associazione, sperando di ottenere un risultato anche sui nostri professori, come anche sui nostri genitori.
Diceva Paolo Borsellino “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Queste parole non se ne andranno con il vento.
Marco Dimonte – Studente del Liceo Scientifico Ruffini