
RELAZIONE ILLUSTRATIVA PROGETTO “SOS IMPRESA”
CONFESERCENTI LIGURIA
Oggetto:
prevenzione del rischio ed aiuto delle vittime dei reati che affliggono le imprese commer-ciali della Regione Liguria e delle aree limitrofe, con particolare riferimento ad usura ed estorsione, tramite la predisposizione di una campagna di comunicazione e di momenti informativi, da un lato, e mediante l’erogazione di servizi di consulenza qualificata e l’elaborazione di attività mirate, dall’altro.
Destinatari:
imprese commerciali delle quattro province liguri, e non solo, più esposti - secondo le valutazioni che verranno approntante incrociando i dati raccolti durante una prima fase di monitoraggio del territorio e quelli già in nostro possesso - ai reati che maggiormente
affliggono le suddette, per consentire loro di abbassare il rischio di diventarne vittima o di trovare adeguata assistenza in presenza di crimini già commessi.
Finalità:
promuovere la cultura della prevenzione tra gli imprenditori del settore commercio, dotandoli di strumenti adeguati, dal punto di vista dell’informazione e dei servizi, per il contrasto all’illegalità;
sensibilizzare l’opinione pubblica su temi d’interesse collettivo, come quelli dell’usura e dell’estorsione;
consentire all’associazione di categoria di operare più efficacemente sul terreno della sicurezza per gli esercizi commerciali, apportando risorse qualificate, nonché metodologie e mezzi innovativi.
Tipologie d’intervento:
Servizi:
o n° 4 Sportelli SOS IMPRESA su base provinciale, con un funzionario addetto per ciascuno, per l’erogazione di attività d’in-formazione, prima accoglienza e consulenza specialistica finan-ziario-gestionale e psicologica. Lo sportello di Genova, in parti-colare, sarà ospitato oltre che nella sede provinciale di Confeser-centi, all’interno del “Punto interforze” e dell’ “Unità di presidio mo-bile,” previsti dai progetti presentati per la partecipazione al bando in oggetto - rispettivamente - da Circoscrizione Centro-Est e Polizia Municipale del Comune di Genova;
o Coordinamento Regionale-Comitato scientifico per l’elaborazione di linee guida e monitoraggio delle attività realizzate dal progetto;
o Consulente finanziario-gestionale per analisi della situazione econo-mica dell’impresa ed elaborazione di una strategia risolutiva ade-guata ed efficace;
o Consulente psicologico per il supporto delle vittime di reato e riso-luzione dei problemi emotivi legati a condizioni di difficoltà e disagio.
Informazione:
organizzazione di un Convegno regionale con esperti del settore per veicolare al massimo grado su media televisivi e organi di stampa i temi, le iniziative e gli strumenti a disposizioni delle attività organizzate dal progetto;
• predisposizione di 4 Momenti informativi su base provinciale, specificamente rivolti agli imprenditori commerciali, per diffondere il più capillarmente possibile, le iniziative in campo ed i mezzi di so-stegno messi a disposizione, anche grazie al passaparola tra colleghi;
• elaborazione, stampa e distribuzione di una pubblicazione che rac-colga, in maniera sintetica ma esauriente, informazioni, sugge-rimenti e contatti a cui rivolgersi, per la prevenzione dei reati di cui sono vittime le imprese commerciali, con attenzione soprattutto al-l’usura ed all’estorsione.
Formazione:
predisposizione e svolgimento di un apposito corso di formazione (to-tale n° 60 ore), per i 4 addetti agli sportelli provinciali ed il coordinatore regionale, allo scopo di acquisire elementi di psicologia atti a garantire
un efficace servizio di prima accoglienza; nozioni sulla normativa vi-gente, per la corretta interpretazione e l’inquadramento dei fatti oggetto di richieste d’intervento da parte degli imprenditori e per la necessaria conoscenza delle procedure e degli strumenti d’intervento messi a disposizione dalla legge; basi di statistica per consentire una corretta ed efficiente raccolta dati, finalizzata alla predisposizione di attività mirate, durante la fase organizzativa, e all’elaborazione di report significativi, durante quella di monitoraggio delle stesse.
Raccolta dati:
il progetto prevede una prima fase di raccolta informazioni sui bisogni e le peculiarità di ciascun territorio, nonché di raffronto con i dati e le informazioni già in nostro possesso, per poter costruire un percorso di
azione tarate sulle necessità riscontrate, nell’intento di massimizzare l’efficacia.
Inoltre sono previste periodiche verifiche (bimestrali e conclusiva) dei risultati raggiunti, con feed-back basati sull’analisi di questionari di-stribuiti agli utenti degli sportelli, ad un campione significativo di com-mercianti, sull’andamento di altri indici, quali ad esempio il numero di denunce di reati vs gli esercizi commerciali, lo spazio riservato dai media alle attività in oggetto, le relazioni analitiche dei consulenti psicologico e gestionale-finanziario.
Dette elaborazioni permetteranno, a conclusione del progetto di resti-tuire un quadro dettagliato della situazione attuale rispetto ai reati vs l’impresa nella nostra regione; di giudicare la concreta incidenza del progetto sulla suddetta; di elaborare nuove e più valide politiche di prevenzione.
Materiale iniziativa
Invito - Copertina - Impaginato
SVILUPPO E SICUREZZA PRESENTATO IL PROGGETTO SOS IMPRESA
(Genova Press)
Sviluppo e sicurezza: un binomio indissolubile per la crescita della PMI. Per fare il punto della situazione su quanto messo in campo finora dalla P.A., dalle Autorità e dalle Associazioni stesse, per tutelare, prevenire ed aiutare le imprese, ma soprattutto per approfondire strategie e progetti per il futuro, Confesercenti Liguria ha organizzato il Convengo “Sviluppo e Sicurezza” tenutosi presso il Jolly Hotel Marina, alla presenza di Patrizia De Luise, Presidente Regionale Confesercenti, Claudio Montaldo, Assessore Regionale con delega alla Sicurezza, Andrea Dameri, responsabile progetto Sos Impresa Genova, Lino Busà, presidente nazionale Sos Impresa, Pietro Moresco, CreditCom Liguria.
Il problema sicurezza va analizzato da più punti di vista: non solo microcriminalità, ma anche usura ed economia illegale. Confesercenti, attraverso l’associazione Sos Impresa, porta avanti un impegno quotidiano per prevenire e contrastare la criminalità che impedisce lo sviluppo, inquina il mercato e i progetti di vita delle persone coinvolte. Sos Impresa Liguria, presentato oggi al convegno e finanziato tramite bando del Comune per legge regionale, si dedicherà ad azioni di prevenzione e supporto per le imprese vittime dell’usura.
Perché in Liguria? “Per quanto sia difficile monitorare il fenomeno - dice Andrea Dameri, responsabile del progetto per Genova e Provincia - i dati statistici nella nostra regione delineano un quadro ben preciso: secondo indicatori economici-finanziari che sommano le esecuzioni immobiliari, l’andamento dei prestiti e dei fallimenti, La Spezia risulta all’11° posto e Imperia al 24°. Genova, invece, balza al 10°posto fra le province a rischio usura, quoziente ottenuto sommando tutti gli indicatori (statistico-penali, economici-finanziari, criminologici), una città cioè vulnerabile e con percentuali in crescita rispetto a questo reato.
Lo scopo di Sos Impresa è dunque quello di promuovere una maggiore cultura del fenomeno, sensibilizzare l’opinione pubblica e i commercianti -le prime vittime del fenomeno- offrendo all’associazione di categoria maggiori strumenti per poter agire. Le tipologie di intervento sono di quattro tipi:
-CORSI DI FORMAZIONE concernenti l’ambito giuridico, psicologico e statistico, attivati per il personale impegnato nel progetto.
-RACCOLTA DATI, per superare l’attuale difficoltà riscontrata nelle diverse fasi di reperimento e incrocio.
-SERVIZI: 4 sportelli articolati su base provinciale per le attività di informazione, di consulenza finanziaria e, soprattutto, dato il forte impatto sulla sfera sociale della vittima, psicologica. Questi sportelli fanno parte della rete nazionale Sos Impresa con cui collaborano attivamente.
-INFORMAZIONE: pubblicazione del manuale “L’amico Giusto”-Sos Impresa, un aiuto concreto contro l’usura”, distribuito a tutte le sedi Confesercenti e agli sportelli. Saranno programmati inoltre momenti informativi provinciali e convegni scadenzati per divulgare al meglio l’iniziativa e diffondere i dati raccolti”.
La prevenzione, se si parla di usura, diventa uno strumento fondamentale: CreditCom, il confido che collabora con Confesercenti Liguria, in tutte le province, ha proprio questo ruolo. Tramite un fondo speciale (legge regionale 108/96) che ammonta a un totale di circa 500mila euro, consente alle imprese in difficoltà di accedere al credito in maniera legale.
“Sos impresa è un’iniziativa lodevole- spiega Pietro Moresco, CreditCom Genova- perché riesce a offrire supporto su due aspetti fondamentali del problema: la parte psicologica e quella dell’analisi finanziaria. Il sistema bancario è molto meno sensibile su questo fronte, ma iniziative come Sos Impresa servono anche a tenere alta l’attenzione. CreditCom si impegna ad aiutare l’impresa anche nel reperimento di percorsi e convenzioni adeguate per il finanziamento. Ma non si tratta solo di calcoli economici, sono soddisfazioni morali. Con un piccolo aiuto che diamo (di solito sui 25-30mila euro), alcune imprese hanno ripreso a camminare”.
Secondo le statistiche, le attività illecite controllano il 6% del PIL nazionale. Nel 2007 l’usura ha movimentato 30 miliardi di denaro (sporco) e colpito 150.000 commercianti. Il 36% degli usurai fa parte della criminalità organizzata, ma il resto sono colleghi, professionisti, pensionati o vere e proprie reti usuraie, legate agli ambienti finanziari.
“Per questo è importante concretizzare il più possibile le nostre azioni- dice Patrizia De Luise- in un momento di recessione netta, quindi di difficoltà reale, come questo, le imprese sono esposte a un rischio maggiore e noi, come associazione, dobbiamo fare il possibile per non farle sentire sole, esporci in prima persona al loro posto, in modo che sentano la vicinanza dell’associazione e della P.A. Senza sicurezza non ci può essere sviluppo, ma sicurezza vuol dire anche tutti i reati di microcriminalità, la vera malattia del tessuto sociale odierno, che mette in difficoltà le nostre imprese e aumenta la percezione di paura e insicurezza dei cittadini. Questa percezione dipende strettamente dalla qualità del territorio, dal livello di controllo. Questo però non vuol dire mettere l’esercito delle strade. Non è una soluzione, anzi, è un danno perché sottrae risorse che potrebbero essere destinate alle forze dell’ordine per una maggiore ed efficace azione di coordinamento. Paradossalmente poi, l’esercito nelle città è in netto contrasto con tutti gli sforzi e i progetti di accoglienza turistica e sviluppo del territorio. Dobbiamo tutti assumerci le nostre responsabilità, soprattutto nei momenti più difficili e nei confronti dei soggetti più deboli. Mi riferisco al sistema bancario: nel fenomeno usura, il rapporto con le banche non è secondario, anzi. E’ necessario da parte loro un cambio di rotta, nei confronti delle imprese e dei cittadini. Lavorando insieme, mettendo in campo tutti gli strumenti, ce la faremo come abbiamo sempre fatto”.
Segue l’intervento dell’Assessore Regionale alle Politiche per la Sicurezza Claudio Montaldo: “La Regione lavora attraverso progetti integrati di prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi e attraverso politiche di organizzazione urbana atte a migliorare il tessuto delle città e la qualità di vita all’interno di esse. Assolve l’importante funzione di favorire tavoli di lavoro tra forze sociali ed enti locali, attuando pianificazione e monitoraggio. L’osservatorio regionale sulla sicurezza và ad individuare i diversi fenomeni, che necessitano poi di approfondimento provincia per provincia.
Risulta fondamentale rimanere vicini agli operatori economici, profondamente esposti ai rischi legati alla criminalità ed in questo caso specifico all’usura. Confesercenti, con il progetto Sos Impresa, risponde praticamente a questa esigenza. Non bisogna dimenticare che le attività commerciali su strada, gli esercizi di vicinato, oltre a svolgere un’attività di tipo puramente economico, contribuiscono all’ aumento della vitalità del territorio e alla percezione di sicurezza, contrastando degrado e devianza”.
Le conclusioni spettano a Lino Busà, Presidente Nazionale Sos Impresa:
“l’usura risulta essere un fenomeno poco percepito in qualità di reato; la tendenza è quella di essere riconosciuta come pratica immorale più o meno diffusa tra soggetti deboli. E’ necessario diffondere invece la convinzione che si tratta di un crimine che riguarda la comunità nel suo insieme, ne penalizza lo sviluppo ed ha una pericolosità sociale altissima in quanto ricicla denaro e può dar adito a fenomeni aggressivi. Il numero delle denunce è ancora basso. Per uscire da questa situazione è necessaria un’attenta attività di “tutoraggio” che segua le persone colpite. Importante l’attività svolta delle Associazioni di categoria, ma anche il sistema bancario dovrebbe metterci del suo, lavorando nell’ottica della trasparenza andando a monitorando le operazioni sospette.