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Avviso Pubblico e Sos Impresa per "Niente regali alle mafie. I beni confiscati sono Cosa Nostra"

Venerdì 27 novembre si è svolta una conferenza stampa indetta dall'Associazione Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie e da Sos Impresa. Sindaci e commercianti provenienti da tutta Italia hanno illustrato le ragioni per le quali il Parlamento non deve approvare la norma che prevede la possibilità di vendita dei beni immobili confiscati ai mafiosi. Sono Intervenuti Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico, Luigi Cuomo, Coordinatore di SOS Impresa e Davide Pati di Libera. Presenti anche i rappresentanti dei Comuni di Bari, Genova, Padova, Casalecchio di Reno (Bo), Giovinazzo (Ba), Niscemi (Cl), Provincia di Pisa, Vittoria (Rg), Polistena (Rc), S. Giorgio Morgeto (Rc), Castelvetrano (Tp), della Regione Lazio e i rappresentanti locali di Sos Impresa.

Sindaci, amministratori locali ed imprenditori che sono da sempre impegnati nella lotta alla mafia si sono riuniti per dire no all'ultima legge vergogna. Il Senato, infatti, ha approvato a maggioranza il provvedimento che stabilisce che, se trascorsi i 90 giorni tra la data della confisca e quella dell’assegnazione (Legge 575/65 ), i beni non assegnati potranno essere venduti. La competenza viene affidata al dirigente del competente ufficio del territorio dell'Agenzia del demanio che dovrà espletare il procedimento di vendita entro sei mesi. In questo modo la competenza in materia di beni confiscati passa dal Ministero dell’Interno al Ministero dell’Economia, per evidenti ragioni di natura economico-finanziaria: le risorse incamerate dalla vendita andranno a finanziare i bilanci del Ministero degli Interni e del Ministero della Giustizia.

Le associazioni si sono date appuntamento il prossimo 5 dicembre dalle ore 18,00 nelle piazze italiane per avviare una raccolta firme per chiederne il ritiro. “Simbolicamente - ha detto Andrea Campinoti presidente di Avviso Pubblico - i sindaci indosseranno il tricolore per dare un messaggio forte a chi vorrebbe fare concessioni ai mafiosi. E’ necessario fare rete, insieme a Libera, Sos Impresa, all’imprenditoria sana e tutti coloro che vorranno impegnarsi contro l’ennesimo attacco alla legalità”.

"Se dovesse passare questa legge - ha affermato Luigi Cuomo, coordinatore di Sos Impresa - i beni ancora non assegnati e quelli che verrano confiscati in futuro saranno destinati a ritornare nelle mani delle mafie. In questa lotta - ha continuato Cuomo - da un lato c'è la società civile, dall'altro il governo con le sue leggi sul processo breve, l'attacco alla magistratura e il taglio ai fondi per le forze dell'ordine. Per questo proponiamo un'agenzia in grado di gestire i beni, soprattuto se aziende, per strapparle alla criminalità e farle crescere produttivamente".

“Dal 1982 ad oggi- continua Pierpaolo Romani coordinatore di Avviso Pubblico- i beni confiscati sono stati circa 8993, di queste 5407 destinati, mentre da destinare ne rimangono 3213. Un fatto che potrebbe incrementare i fenomeni mafiosi se consideriamo anche il dato che riguarda le aziende. Circa mille hanno subito la stessa sorte, 581 circa però sono chiuse. Questo significa che la mafia vive di transazioni finanziarie, basti pensare che 200 miliardi sono il dato dell’evasione fiscale, 50 quelli relativi alla corruzione. I beni confiscati servono oggi a svolgere un importante ruolo sociale e aiutare i comuni. Cosa ne sarebbe di una scuola di Bagheria, un tempo di proprietà di Totò Riina?”.

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I beni confiscati sono cosa nostra

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