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CORRIERE DELLA SERA/Roma, 31 arresti nel clan Casamonica Il giudice: «Metodo mafioso»
Fulvio Fiano

«Una consorteria mafiosa dall’estrema pericolosità» è la descrizione che riassume nell’ordinanza di arresto l’operazione condotta questa mattina contro il clan Casamonica. Trentuno arresti, sei persone ricercate, sedici membri della famiglia in galera, 55 capi d’imputazione e reati che vanno dall’usura all’estorsione, all’intestazione fittizia dei beni, allo spaccio, tutto all’interno di una associazione mafiosa che si regge sulla «paura che tale cognome genera nella popolazione romana». Nell’inchiesta del pm Giovanni Musarò e coordinata dal capo della Dda della procura di Roma, Michele Prestipino, vengono coinvolti anche sei membri della famiglia Spada e un esponente del clan ‘ndranghetista degli Strangio. Anche loro figurano tra gli arresti eseguiti dai carabinieri del comando Provinciale e del gruppo Frascati, a testimonianza dei legami criminali tenuti dalla famiglia mafiosa che controlla i quartieri Appio e Tuscolano della Capitale, con il quartier generale nel vicolo di Porta Furba.

«Sono fortemente intimorito — dice un pentito in un passaggio dell’interrogatorio riportato nell’ordinanza del gip Gaspare Sturzo — perché se queste dichiarazioni dovessero essere rese pubbliche io sarei un uomo morto. Quelli sono i Casamonica e con quella gente non si scherza». Donne e uomini, giovani e meno giovani partecipano agli affari del sodalizio. C’è Antonietta, detta “Dindinella”, Consiglio, detto Simone, Domenico/Balù. E poi Ringo (Enrico), Balì (Giovannina), Ciufalo (Massimiliano) e Bìtalo (Giuseppe). Un altro passaggio della pentita Debora Cerreoni spiega il carattere fondante del clan: «Loro sono perfettamente consapevoli di avere un notevole potere intimidatorio, che esercitano nelle loro attività... i Casamonica incutono notevole timore e nessuno li denuncia mai». Un controllo del territorio, scrive ancora il gip «realizzato anche attraverso accordi con organizzazioni criminose omologhe, sopprimendo i soggetti che a quel controllo si contrappongono».

Eseguito insieme agli arresti anche il sequestro di un immobile e delle quote di cinque società, comprensive di conti correnti, beni, intestazioni e autorizzazioni all’esercizio dell’attività commerciale.

Tra le vittime dell’usura c’è anche Marco Baldini, l’ex spalla radiofonica di Fiorello, che si era rivolta al clan per ripianare i suoi debiti di gioco ma che, sottolineano gli investigatori, chiamato a testimoniare nel suo interrogatorio come persona informata dei fatti si è mostrato reticente. Capo dell’organizzazione era Giuseppe Casamonica, che da poco aveva finito di scontare dieci anni di carcere. Le indagini risalgono all’estate del 2015, prima dei funerali show al patriarca Vittorio, e non riguardano la recente aggressione di due membri della famiglia a una disabile in un bar. Tra i beni sequestrati anche la palestra da boxe dell’ex campione di pugilato, Domenico “Vulcano” Spada nel comune di Marino.