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CASTELLAMMARE - AL VIA IL CIRCOLO DELLA LEGALITÀ PER DENUNCIARE RACKET E USURA. «IL SILENZIO FA PIÙ DANNI DI UNA PISTOLA CHE SPARA»
Il presidio di legalità istituito in un bene confiscato alla camorra nel cuore della città sarà dedicato alla memoria di Michele Cavaliere. Pannullo: «Un eroe dei nostri tempi». Chi vorrà denunciare pressioni della criminalità organizzata potrà farlo in luoghi appartati.
di Mauro De Riso venerdì 2 febbraio 2018 - 15:37

«I presidi della legalità non devono nascondersi». Raffaele Cavaliere descrive così l'intento del Circolo della Legalità, che avvierà domani la sua attività sul territorio, aprendo i battenti nel cuore pulsante della città, nei pressi di Piazza Principe Umberto. Un circolo anti-racket e anti-usura istituito in un bene confiscato alla camorra e dedicato alla memoria di Michele Cavaliere, imprenditore gragnanese attivo nel ramo caseario che fu assassinato nel 1996 per essersi opposto con fermezza alle trame della criminalità organizzata. Il Circolo della Legalità sarà un punto di riferimento per i cittadini e i commercianti che avranno intenzione di denuciare tentativi di estorsione, richieste di pizzo, racket e usura. Ma le denunce non avverranno in pieno centro, bensì in luoghi appartati per invogliare le persone a confessare le pressioni subite dalla malavita in contesti più riservati e meno esposti al pubblico. «Il più grande amico della camorra è il silenzio, che fa più danni di una pistola che spara. - spiegano Luigi Cuomo ed Enzo Amoroso, rispettivamente presidente e socio di Sos Impresa, che ha avviato l'iniziativa insieme al Comune di Castellammare di Stabia e all'associazione Libera - Il nostro intento consiste nel diffondere la cultura della legalità. Per tale ragione, abbiamo attivato un numero verde per le denunce che ascolteremo in luoghi appartati. Tutti insieme possiamo liberare questo territorio dal racket e dall'usura, non occorre essere per forza magistrati o eroi». L'inaugurazione del circolo coincide, quasi per caso, con il nono anniversario dell'omicidio di Gino Tommasino.
«La camorra è attiva sul territorio e quell'episodio resta emblematico in tal senso. - prosegue Luigi Cuomo ed Enzo Amoroso - Chi nega che la camorra sia ancora influente è in malafede. La vicenda simbolica di Michele Cavaliere sarà l'emblema di questa avventura, che mira ad invogliare i cittadini perbene a vincere la paura e l'omertà e a collaborare nella lotta contro la criminalità organizzata». Raffaele Cavaliere rammenta la storia di suo padre, strenuo oppositore della criminalità organizzata e artefice di una battaglia che gli costò la vita. «Mio padre era un uomo amorevole, aperto e disponibile con tutti, ma soprattutto un gran lavoratore, una persona seria, un uomo caparbio che arrivò persino ad opporsi alla criminalità organizzata. - ricorda Raffaele Cavaliere - Un atto che nella nostra terra rappresenta una dimostrazione di smisurato coraggio, pagata col prezzo più caro: quello della vita. Non deve spaventare l'idea di intitolare un edificio pubblico ad una persona che non ha scritto libri, ma ha eretto una barriera contro l'irrazionalità e la malvagità». Un'idea sposata anche dal sindaco Antonio Pannullo. «Cavaliere è un eroe dei nostri tempi, - sostiene il primo cittadino - un esempio per quanti non vogliono e non devono abbassare la testa dinanzi alle minacce della camorra. Il suo sacrificio sarà il simbolo di una storia di impegno civile, onestà e coraggio da raccontare alle future generazioni».

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