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"TUTTI I CITTADINI SI SENTANO COINVOLTI NELLA LOTTA AL RACKET E ALL'USURA"
Videoservizio di Salvatore Barbarossa 03 aprile 2017 12:451

BRINDISI - “La lotta al crimine organizzato non può passare esclusivamente da magistrature e forze dell’ordine ma deve coinvolgere tutti i cittadini”. E’ questo il messaggio lanciato dal prefetto Domenico Cuttaia, Commissario nazionale Antiracket e Antiusura, nel corso della presentazione de “I pizzini della egalità”, una iniziativa editoriale attraverso la quale si intende rilanciare l’accordo quadro fra istituzioni bancarie, varie associazioni di categoria e il ministero dell’Interno sottoscritto 10 anni fa, per contrastare racket e usura. L’evento si è svolto stamani (3 aprile) presso il salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi, in collaborazione con il Coordinamento regionale di SOS Impresa – Rete per la Legalità e Coppola Editore

IL VIDEOSERVIZIO 

Dopo i saluti del presidente della Provincia di Brindisi, Maurizio Bruno, del sindaco del capoluogo, Angela Carluccio, e del prefetto di Brindisi, Annunziato Vardè, sono intervenuti il coordinatore Regione Puglia di SOS Impresa, Valerio Perrone, il Presidente di SOS Impresa, Luigi Cuomo, il Presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, il Procuratore aggiunto Dda di Brindisi, Lecce e Taranto, Antonio De Donno, il presidente del tribunale di Brindisi, Alfonso Pappalardo e il commissario Domenico Cuttaia.

Quest’ultimo ha rimarcato come il coinvolgimento dei cittadini “debba esprimersi attraverso l’osservanza delle regole e la denuncia di comportamenti illegittimi che possono innescare i meccanismi repressivi della polizia giudiziaria e preventivi attraverso il controllo del territorio coordinato dalla prefettura e posto in essere dalle forze dell’ordine”. 

A detta di Valerio Perrone, “soprattutto con il racket, le associazioni antiracket costituite negli anni ’90 ce l’hanno fatta. La cultura della legalità ha vinto”. “Il problema – prosegue Perrone - si è posto subito dopo alle denunce, nel senso che l’assistenza alle vittime non è stata sufficientemente adeguata al percorso di reinserimento nell’attività cosiddetta illegale”. 

“Con l’incontro di oggi – conclude il coordinatore Regione Puglia di SOS Impresa - si auspica di avere rapporti più proficui sia con le istituzioni, sia con il sistema bancario che diventa parte fondamentale di questo percorso di legalità”.

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