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AFRAGOLA, IN MANETTE ANTONIO NOBILE DETTO "O PANZARUTTAR"

Il 67enne si era presentato all'interno di un cantiere chiedendo agli operai di riferire al "Masto" di mettersi in regola. Poi la denuncia dell'imprenditore ai Carabinieri di Castello di Cisterna, che hanno condotto le indagini. Secondo Luigi Cuomo di SOS Impresa "Bisogna denunciare. E' l'unica via per uscire dal baratro"


“Mettetevi a posto con i compagni di Afragola”. Così si presentò all’interno di un cantiere edile Antonio Nobile 67enne detto “panzaruttar” di Afragola in provincia di Napoli. L’operazione lampo portata avanti dai carabinieri del nucleo operativo appartenenti al gruppo di Castello di Cisterna guidati dal maggiore Michele D’Agosto, ha permesso in tempo brevi di catturare l’uomo ritenuto il reggente delle estorsioni ad Afragola ed orbitante nella famosa orbita del clan degli afragolesi. Nobile, è stato catturato in mezzo alla strada, cioè in via Mozzillo nella sua nuova fiammante juke di colore nero. All’atto dell’arresto era da solo. Il provvedimento del fermo, è stato convalidato dal Gip che ha ritenuto valide gli indizi a carico del 67enne accusato di tentata estorsione aggravata dall’appartenenza ai padrini locali. Il tutto parte da una coraggiosa denuncia di un imprenditore locale che una mattina di Maggio scorso, dovette fare i conti con la malavita locale che aveva imposto la chiusura del cantiere impegnato nella riqualificazione di un appartamento, intimando agli operai di riferire al «masto» di chiudere il cantiere fino a quando non si fosse «messo in regola con i compagni». L’imprenditore ovviamente si è subito rivolto ai carabinieri di Castello di Cisterna per raccontare la sua storia. Infatti, gli operai alla vista del “Panzaruttaro” hanno avuto subito timore che forse poteva capitare qualcosa. Ma fortunatamente, il provvidenziale intervento dei militari ha scongiurato il peggio. Quindi per il 67 enne sono scattate le manette per per tentata estorsione, Dopo gli accertamenti di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. L’operazione che ha portato all’arresto di Nobile parte da un attento controllo del territorio da parte degli uomini dell’arma di Castello di Cisterna per debellare il fenomeno delle estorsioni a commercianti ed imprenditori. Una cappa di asfissia messa in atto da una sorta di cupola guidata dal Nobile, ma che adesso ha fatto i conti con lo stato che ha dimostrato per l’ennesima volta di essere presente sul territorio a liberare chi denuncia il pizzo o le estorsioni. E’ proprio una esortazione a denunciare chi è schiavo delle estorsioni, viene da Luigi Cuomo presidente nazionale di SOS Impresa “ ringraziamo moltissimo le forze dell’ordine, piu in particolare i carabinieri di Castello di Cisterna e di Casoria, che ad Afragola confermano con questo arresto, lo straordinario impegno in difesa della libertà degli operatori economici onesti e per la libertà delle vittime di racket ed usura dall’incubo e dalla paura. La nostra associazione da tempo assiste imprenditori coraggiosi ed onesti ed è pronta ad assistere tutti coloro volessero ancora liberarsi definitivamente dal condizionamento criminale e dalla soffocazione della camorra. Quindi, la sollecitazione che la nostra associazione fa alle centinaia di imprenditori e commercianti di Afragola che vivono sotto l’incubo di questi delinquenti, e quella di denunciare i loro aguzzini poiché non ce altra strada per tornare ad essere uomini ed imprenditori liberi”. Quindi, l’unica via per ritornare nuovamente ad essere liberi è denunciare. Lo stato ha dimostrato di esserci. (Francesco Celardo, Corriere Quotidiano, 29 ottobre 2016)