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LA REPUBBLICA/Benvenuta al Nord! Dai rifiuti al turismo, gli affari della mafia in Veneto
21 settembre 2015

Luana De Francisco, Ugo Dinello, Giampiero Rossi
Mafia a Nord est
Bur
Pagg. 330, euro 14

Nord-Est: tutto ha avuto inizio negli anni Settanta, con l'arrivo dei confinati nel Veneto, dove comunque già all'epoca bande autonome e ben strutturate si contendevano il territorio all'ombra dell'impunità. In testa il clan criminale di Felice Maniero che si trasformò in fenomeno mafioso con l'obiettivo di controllare l'enorme business del turismo a Venezia, ma anche quello della droga, delle armi e, in seguito, quello della merce taroccata, le false griffe il cui mercato clandestino vale almeno quanto quello degli stupefacenti.

Una realtà criminale vasta e in continua ascesa ora svelata grazie alla precisa radiografia firmata da tre giornalisti abituati alle inchieste sul territorio: Luana De Francisco, Ugo Dinello e Giampiero Rossi che, in Mafia a Nord-est l'hanno raccontata, per la prima volta in modo analitico e strutturato, sulla base di testimonianze, atti giudiziari, intercettazioni e documenti. Un esempio di giornalismo d'inchiesta che fa emergere il complesso giro di affari della mafia nel nord: le complicità, la corruzione, il riciclaggio e gli interessi nei disastri ambientali sempre più frequenti. Una rete che coinvolge Cosa nostra, grandi evasori e industriali senza scrupoli e che prospera grazie al silenzio che circonda e protegge gli enormi profitti in gioco.

E' impietoso lo sguardo degli autori che scandagliano gli intrecci sporchi ramificati in tanti settori, in testa l'industria turistica e che puntano il dito sui colletti bianchi mafiosi, attenti all'evoluzione del mercato e sempre pronti ad adeguarsi per ottenere guadagni e potere. Dopo il business dei rifiuti pericolosi e delle grandi opere, le infiltrazioni nelle grandi ditte appaltatrici mentre, negli attuali tempi di crisi, il campo di affari preferito è diventato quello di gestione del " nero", della contabilità parallela, dell'evasione e della delocalizzazione di intere imprese. Oltre al "solito" turismo, s'intende.

La prima grande inchiesta sulla mafia nel Veneto è servita. Benvenuti al Nord!

Ugo Dinello, "Mafia a nord est", in poche frasi la cronologia del fenomeno: quando ha avuto inizio e come si è evoluta?
La mafia a Nord est è iniziata con l'arrivo dei confinati negli anni Settanta, ma ha trovato un terreno più fertile del previsto. A differenza della Lombardia, ad esempio, dove l'immigrazione dal Meridione è stata veicolo e fenomeno, nel Veneto esistevano già bande autonome che tentavano di " occupare" il territorio vivendo impunemente grazie all'omertà.

E' il caso ad esempio della banda di Felice Maniero. Questa, che era una banda criminale come tante, è stata " istruita" dal clan Fidanzati per arrivare a costituire un fenomeno mafioso. L'obiettivo era arrivare a controllare prima di tutto l'industria turistica e Venezia, poi il traffico di droga e armi. Infine il grande " business del tarocco", la merce griffata che i contoterzisti potevano offrire per creare un mercato commerciale parallelo. Un mercato, è bene ricordarlo, che vale ora quanto quello dello spaccio di droga. Noi abbiamo cercato e trovato inchieste, sentenze, indagini in corso e analisi di specialisti, riunendole per la prima volta per poter dare il quadro della situazione. Che, senza giri di parole, è terrificante.

Oggi dove è insediata e con quali collusioni opera. Come combatterla in modo più efficace?
La mafia è insediata nella testa del Nord est. Quella che l'ha fatta progredire è stata la cultura dell'evasione fiscale, che non è mai stato vista come un reato grave. La collusione più importante è quella di molti, troppi, professionisti, imprenditori, politici. Un esempio: l'industria turistica veneziana è uno dei sistemi di riciclaggio più grandi usati dalle mafie. Oltre a ripulire capitali genera anche un enorme plusvalenza in nero. Il fatto che l'enorme bacino di " nero" creato con l'evasione in Veneto abbia attratto le organizzazioni mafiose non fa altro che confermare quello che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino tentavano di spiegare agli italiani quando parlavano di " segui i soldi e trovi la mafia", oppure di " zona grigia". Eppure nessuna indagine è mai stata fatta in questo campo. Il " tesoro" della mafia veneta di Maniero, ad esempio, non è mai stato trovato. Questo per il semplice motivo che non è mai stato cercato. Le responsabilità politiche sono enormi. Basta pensare al traffico di rifiuti industriali, uno dei grandi affari delle mafie a Nord est. Il fatto che la Regione, per 15 anni, abbia affidato il controllo del ciclo di questi rifiuti a un uomo che era controllante e controllato, la dice lunga. Chi doveva fare applicare la legge in questo campo, era la stessa persona che firmava i progetti per le discariche e che controllava le società che dovevano certificarne la sicurezza. Abbiamo voluto questo libro per uno " scatto culturale" nella nostra gente: se si continua a dire " ma in fondo non è nulla", si spalanca la porta alla criminalità organizzata. Non a caso ancora adesso per 3 veneti su 4 la criminalità organizzata qui " non esiste" oppure " conta poco". La mafia nel Nord Est prospera perché le genti del Nord est l'hanno fortemente voluta e alcuni la usano per i propri scopi. Per combatterla bisogna conoscerla e conoscerne gli effetti.

Corruzione, riciclaggio, ambiente, dove è maggiore il business mafioso?
Il business mafioso più importante è quello dell'industria turistica. Ma come tutti i manager in gamba i colletti bianchi mafiosi si adeguano al mercato: in tempi di espansione industriale uno dei grandi business è stato quello dei rifiuti pericolosi e delle grandi opere. Se, ad esempio, lo scandalo Mose e il giro di tangenti che ha portato alla più grande mazzetta mai data nella storia italiana fosse avvenuto a Palermo, di cosa avremmo parlato? Eppure la parola " mafia" collegata a quella indagine è stata usata pochissimo, con un pudore che non ha ragioni. In tempi di crisi, invece, il campo di affari preferito è quello di gestione del " nero", della contabilità parallela, dell'evasione, della delocalizzazione di intere imprese. Non a caso nel libro uno dei contabili della camorra, parlando dei veneti, spiega: " Questi sono più disonesti di noi".

Luana De Francisco, Ugo Dinello, Giampiero Rossi
Mafia a Nord est
Bur
Pagg. 330, euro 14