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Ossigeno per l'informazione/Il convegno di Bologna, i giornali dei boss e l’Archivio delle notizie oscurate
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OSSIGENO – Roma, 7 feb 2012 - Al convegno di Bologna del 29 gennaio “I giornalisti con Giovanni Tizian contro la mafia” la notizia più importante l’ha data lui, Giovanni, quando ha annunciato di non essere più un precario. Dopo le minacce di morte che dal 22 dicembre lo hanno costretto a fare una vita blindata, il Gruppo l’Espresso ha deciso di stabilizzarlo con un contratto a tempo indeterminato. Giovanni continuerà a occuparsi di cronaca giudiziaria, di ‘nera’, di inchieste sulle mafie. Scriverà ancora per la Gazzetta di Modena, e anche per Repubblica, per l’Espresso e per altri giornali del Gruppo.

E’ una notizia importante. Oltre a essere un meritato riconoscimento, è un attestato concreto di solidarietà e rafforza la sicurezza di Giovanni, che infatti ha commentato: “Adesso mi sento più tutelato perché il gruppo l’Espresso è forte. Ora, oltre alle forze dell’ordine e alla solidarietà , c’è un grosso gruppo editoriale che mi protegge. Sono tre muri forti e mi rendono più tranquillo”. Nei confronti di un giornalista che vive momenti difficili per aver fatto con coscienza e professionalità il proprio lavoro, notizie pubblicate sui suoi giornali, l’Editore ha assunto in pieno le proprie responsabilità. Bisogna riconoscere e sottolineare positivamente il valore questo gesto, di una assunzione di responsabilità che in situazioni analoghe altri editori non avvertono. Molti di loro rifiutano anche la copertura delle spese legali ai giornalisti querelati o citati per danni.

L’incontro di Bologna è stato importante anche per altre ragioni. Innanzi tutto c’è stato l’abbraccio corale della categoria dei giornalisti a un suo esponente al quale si vorrebbe togliere la vita per impedirgli di svolgere la professione. L’incontro di Bologna è rappresentato questo abbraccio. Ma non è stata una parata. E’ stato un vero convegno tematico in cui giornalisti, magistrati, rappresentanti delle istituzioni hanno riflettuto insieme, si sono confrontati e hanno detto, ognuno dal proprio angolo visuale, a quale punto di gravità è arrivato il contagio della criminalità organizzata in una delle regioni più ricche e orgogliose del centro nord. Hanno detto all’unisono che bisogna fare più azione di contrasto. Hanno detto che non basta mandare avanti magistratura e forze dell’ordine per fermare l’illegalità, ci vuole altro. Occorrono istituzioni trasparenti impegnate a diffondere comportamenti trasparenti di pubblici funzionari, di imprenditori, di professionisti e di privati cittadini. E occorre buona informazione giornalistica, informazione curiosa, intelligente, competente e anche coraggiosa, come quella che hanno fatto Giovanni Tizian, David Oddone ed altri giornalisti che per questo sono stati minacciati. E’ necessario perché l’informazione giornalistica è la luce che illumina i fatti. Senza questa illuminazione la trasparenza non serve a niente, perché non si riesce a vedere ciò che è necessario vedere.

Non è facile realizzare la trasparenza nella vita sociale. E neppure è facile realizzare il buon giornalismo. Ma si possono fare facilmente numerosi passi nella giusta direzione. Il convegno ha offerto analisi e proposte interessanti. Sia Tizian sia il procuratore aggiunto di Modena, Lucia Musti, hanno sottolineato l’importanza della decisione del governo di istituire finalmente a Bologna una Direzione Investigativa Antimafia, e hanno auspicato che sia dotata di un organico sufficiente e di mezzi adeguati. La vice presidente della Regione Emilia Romagna Simonetta Saliera e il sindaco di Bologna Virginio Merola hanno confermato l’impegno a promuovere iniziative a difesa della legalità e per accrescere la consapevolezza sociale. Il direttore di Ossigeno Alberto Spampinato, ha proposto alcune iniziative per rompere l’isolamento dei giornalisti e rendere controproducenti le minacce. In particolare ha proposto la creazione di un archivio pubblico di tutti gli articoli e delle inchieste che si tenta di oscurare con le minacce. Le proposte sono sul tappeto e stanno maturando.

Ad esempio la proposta di creare l’archivio delle notizie oscurate ha suscitato l’attenzione della regione Emilia Romagna e, qualche girono dopo, il 2 febbraio, è stata rilanciata da Giovanni Tizian nel corso di un’audizione alla Commissione Parlamentare Antimafia, alla quale ha proposto di ”acquisire tutti gli articoli e le inchieste dei giornalisti italiani minacciati per scrivere così una storia unica di tutti i giornalisti minacciati in Italia, per formare un fascicolo pubblico delle notizie che si cerca di oscurare con minacce e intimidazioni”.

Nella stessa audizione del Comitato Scuola e legalita’, presieduto dal senatore Enrico Musso (Pdl), il presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, ha chiesto alla Commissione un’indagine per tracciare la mappa degli assetti proprietari delle testate giornalistiche. ”Abbiamo il ragionevole dubbio – ha spiegato Iacopino – che in alcun casi dietro prestanome si nasconda la mano della criminalità”. Iacopino ha salutato come ”una assoluta novità, un fatto positivo, importante, la decisione dell’Antimafia di affrontare la questione dei tantissimi giornalisti minacciati in Italia, un fenomeno allarmante ha detto - ampiamente documentato dall’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione”.