
Roma città aperta a tutte le mafie. Che la 'ndrangheta sia sbarcata a Roma, è ormai cosa nota, come sostengono i rapporti della Guardia di Finanza e della squadra mobile. E lo denota il fatto che abbia acquistato anche ristoranti simbolo della Capitale: la Rampa e il Café de Paris. Roma è diventato il luogo ideale per investimenti e riciclaggio del fiume denaro, proveniente dalle attività illecite delle 'ndrine calabresi, in prima linea nel traffico delle armi e della cocaina.
Oltre al noto locale a finire nel mirino degli inquirenti romani impegnati indagini su presunte infiltrazioni di stampo mafioso nella Capitale, anche alcune importanti strutture commerciali. L'episodio culminato nella richiesta di sequestro del ristorante di piazza di Spagna è seguito agli accertamenti, partiti dopo la strage di Duisburg (agosto del 2007) e sfociati in una serie di sequestri di beni per 150 milioni di euro ai danni delle famiglie Pelle-Vottari e Nirta-Strangio.
Anche la Confesercenti ha preso posizione sull'allarme 'ndrangheta a Roma e ha chiesto che venga attuato con il Comune e la Provincia un "Patto per la legalità" contro le infiltrazioni criminali e l'usura. I dati d'altra parte parlano chiaro. Secondo l'associazione dei commercianti, Sos Impresa: "il Lazio risulta seconda nella classifica nazionale dell'usura, con 26.000 commercianti coinvolti per un giro d'affari di 2,3 miliardi di euro".
Secondo la Dia e la Procura di Roma sarebbero oltre venti le 'ndrine presenti nel Lazio impegnate nel riciclaggio dei capitali. Negli ultimi anni, la 'ndrangheta si è sempre più attestata nel territorio sia per avviare attività commerciali e finanziarie in grado di riciclare capitali, sia per aumentare il volume dei guadagni con il gioco d'azzardo, le estorsioni, l'usura e traffico di droga. Oltre al sud pontino una delle città più colpite è appunto la Capitale. Oltre al settore della ristorazione e ai supermercati, le mani delle cosche sono arrivate fino all'affare del momento: i centri commerciali. Ci sono negozi legati alla camorra collocati, in centro, come in alcuni di questi centri commerciali.
Ma non è solo questo. Roma è anche città aperta a tutte le mafie. L'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio ha fotografato un quadro inquietante. L'esistenza di una "camera di composizione" dei conflitti, ma soprattutto di un vero e proprio regolatore degli interessi, degli affari e delle presenze delle mafie sul territorio. "Un patto per il controllo del territorio romano - spiega Bianca La Rocca, componente dell'Osservatorio, nonchè responsabile Ufficio Stampa di Sos Impresa - ai boss calabresi i locali del centro storico, alla camorra il controllo degli ipermercati nelle periferie". "E' ormai stabile la presenza di alcune famiglie criminali della camorra e della 'ndrangheta in alcuni quartieri della Capitale - continua La Rocca - prima con il controllo del traffico e dello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti e contemporaneamente o successivamente con l'avvio di attività commerciali. Non è esagerato parlare di forme di controllo di segmenti significativi del territorio".
Roma città aperta a tutte le mafie di Michela Bevere, Rivista@line