
La tredicesima edizione del Rapporto Sos Impresa di Confesercenti afferma che la criminalità organizzata è sempre più interessata ad investire denaro proveniente da attività illecite nella logistica e nell'autotrasporto. Il 9,6% delle società sequestrate nel 2010 operava in questi comparti.
Il rapporto mostra come la cosiddetta Mafia Spa sia diventata “il più grande agente economico del Paese”, con un fatturato che viene stimato intorno ai 140 miliardi di euro e con un utile di circa cento miliardi e 65 miliardi di liquidità. Cifre che consentono d'investire in modo massiccio nel mondo imprenditoriale “pulito”. Analizzando il numero d'imprese sequestrate durante il 2010 per reati connessi all'associazione mafiosa, aumentano quelle che operano nel settore dei trasporti, che sono il 9,6% di quelle complessivamente sequestrate.
La presenza mafiosa colpisce anche direttamente gli imprenditori: secondo il rapporto di Confesercenti, infatti, gli imprenditori vittime di un qualche reato sono oltre un milione. In concreto, le imprese subiscono 1300 reati al giorno, pari a cinquanta all'ora. Uno dei fenomeni più preoccupanti è che Mafia Spa è considerata da alcune imprese legali, da alcuni politi ed alcuni amministratori pubblici come un'impresa “riconosciuta e riconoscibile”, con cui fare affari o trattare. Un fenomeno che si aggrava in questa situazione di crisi, dove “Mafia Spa è l’unico soggetto economico-imprenditoriale in grado di fare investimenti”. Il rapporto spiega che: “Oltre al grave e continuo processo di condizionamento dell’economia legale, oggi, complice la crisi, assistiamo anche ad un fenomeno nuovo e per alcuni versi più preoccupante. Si è determinata un’inversione dei rapporti tra alcuni limitati pezzi della finanza e dell’imprenditoria e criminalità organizzata. Rapporti che nascono sotto il segno della complicità e della collusione per ricavarne vantaggi economici rilevanti. La vicinanza alle organizzazioni criminali, giungere a patti con essa, conviverci, può fare la differenza fra l’essere espulsi definitivamente dal mercato o poter continuare ad operare, magari vedendo aumentare il proprio fatturato”.
Un altro fenomeno, correlato al precedente, è “Il volto camaleontico del nuovo manager mafioso, in grado di esprimere contemporaneamente intimidazione ed affidabilità, violenza e fiuto per gli affari”. In tale ambito, il rapporto di Confesercenti rivela nuovi settori d'investimento delle organizzazioni mafioso-imprenditoriali, anche nel Centro e Nord Italia, dove possono operare “grazie alla connivenza collusiva con il mondo politico ed amministrativo”. I nuovi settori sono quello sanitario (gestione di cliniche private, di centri diagnostici, di residence per anziani, di servizi per disabili e nelle mense); sportivo (gestione di società dilettantistiche e semi-professioniste, impianti sportivi e scommesse clandestine); autotrasporto e logistica; servizi di vigilanza dei locali notturni.