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Roma violenta, mafie e malavita locale si contendono il controllo del territorio di Bianca La Rocca

La tragica rapina del 4 gennaio scorso nel quartiere popolare di Tor Pignattara, dove ha perso la vita anche una bambina di pochi mesi di etnia cinese, ha inaugurato il 2012, confermando lo stato di emergenza sicurezza in cui versa la Capitale, da almeno cinque anni. La lunga scia di sangue dell’anno appena conclusosi ha contato venti sparatorie e trentatre omicidi. Più di quanti se ne siano verificati in città a forte radicamento mafioso come Catania, Palermo, Napoli o Reggio Calabria.

A questi gesti eclatanti bisogna aggiungere il numero di alcune fattispecie di reato (tentato omicidio, minacce, lesioni, danneggiamento, rissa) già aumentate nel 2010 e che nel 2011 hanno continuato a registrare il segno “+”.
Due dei trentanove omicidi, un benzinaio a Cerenova (caso ancora irrisolto) e di un pensionato a San Basilio, sono il tragico risultato di rapine, in un periodo che ha contato un aumento di colpi a danno degli esercizi commerciali (3-4 al giorno solo nei supermercati). Tra gli altri casi ci sono una dozzina di delitti di piccola malavita, ma anche al coinvolgimento della criminalità organizzata.

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