
di Valeria Scafetta -
“L’usura ama il silenzio. Il nostro”. Questo è lo slogan che ha accompagnato la seconda edizione del No usura day,organizzata da Sos impresa insieme a numerose associazioni che si occupano del contrasto del fenomeno e della difesa delle vittime e che si è svolta ieri nella sede della Provincia di Roma.
Alla fine,stanco, ma soddisfatto per la giornata, Lino Busà, presidente di Sos Impresa, ha dettato le conclusioni: “facciamo che non rimangano solo parole tutto ciò che ci siamo detti durante questa giornata. Lavoriamo insieme per rafforzare la rete del contrasto all’usura, portare a casa dei risultati concreti e dare un senso reale al sacrificio di Libero Grassi”.
Parole, discorsi e proposte se ne sono state fatte durante la seconda edizione del No usura day, un’intera giornata dedicata ad un fenomeno che nel silenzio miete vittime e frena lo sviluppo legale del nostro paese.
190 mila imprese in tre anni dal 2008 ad oggi hanno chiuso per debiti di usura, denuncia Sos impresa, l’organizzazione interna alla Confesercenti che per il secondo anno consecutivo ha portato a Palazzo Valentini associazioni, deputati, giornalisti e molti ragazzi a discutere del tema.
I numeri in questo caso più delle parole sono importanti e servono diverse voci per ricordarli. La mattina dopo i saluti dell’assessore provinciale e regionale,ci pensano i rappresentanti istituzionali, alternandosi al microfono nell’affollatissima sala della pace. Intervengono: Giancarlo Trevisone, commissario nazionale anitracket e antiusura; Lorenzo Diana coordinatore della rete della legalità, il vice presidente della commissione antimafia Luigi De Sena e con loro testimoni diretti dell’impegno al contrasto come Paolo Giordano segretario nazionale dell’Adiconsum e Tommaso De Simone, presidente della Camera di Commercio di Caserta e Unioncamere della Campania. I dati presentati non confortano: oltre 600 mila sono i commercianti coinvolti in rapporti usurari. Aumentano le vittime e cresce anche il numero degli usurai da 25 a 40 mila. 300 mila sono invece le imprese artigiane che hanno dovuto chiudere perché ne sono rimaste vittime, 130 mila i posti di lavoro persi. Roma, si conferma capitale dell’usura. Nel Lazio sono 28 mila i commercianti colpiti, pari ad un giro di affari di 3,3 milioni di euro. E con la crisi tutto peggiora. L’usura colpisce gli artigiani, i commercianti ma anche le famiglie, costrette ad indebitarsi magari per le spese di un intervento chirurgico non previsto. Non sono sprovveduti, ma uomini e donne in difficoltà che cadono nella trappola di finanziaria e strutture usuraie sempre più mascherate con volti irriconoscibili che riescono a trascinare nella disperazione e a rubare anche la fiducia di chi capita nelle loro mani. La paura è l’arma principale su cui puntano, lo testimoniano le denunce che calano sistematicamente. Nel 2010 ad un massimo storico delle persone denunciate 1078 si è contrapposto il minimo storico delle denunce 228.
Per questo c’è bisogno di non lasciare sole e nel silenzio le vittime, di fare rete tra tutte le associazioni che senza bisogno di visibilità e spesso con pochi fondi portano avanti un lavoro fondamentale. Dopopranzo nella Sala della Pace si ritrovano i rappresentanti delle principali: Ignazio Barbuscia dell’associazione Baccarato; Salvo Campo presidente dell’ASIA; Luigi Cuomo della rete della legalità della Campania; Fabio Piccolini del Fondo Antiusura dell’Adiconsum e Italo Santarelli dell’Airp.
Le loro esperienze al confronto dimostrano quanto sia necessario unirsi e coordinarsi per arrivare ad un obiettivo che può essere anche la tanto attesa riforma della legge, la 108 del 1996, formulata per prevenire e proteggere dall’usura. Da anni ne vengono evidenziate le falle che le associazioni chiedono di sanare. Il reato non emerge e risulta quasi depenalizzato e i tempi di aiuto alle vittime sono lunghissimi. Un immobilismo che richiede una riforma o una nuova legge di iniziativa popolare.
Se la legge non tutela, non sembra farlo neanche la giustizia. Quando l’inchiesta non viene archiviata e la lentezza dei processi a creare conseguenze. Sempre Sos impresa informa che nel 18 % dei casi analizzati il reato è caduto in prescrizione per decorrenza dei termini; l’11% dei casi è stata archiviato e il 22% è arrivato all’assoluzione dei responsabili. Solo nel 49% dei casi si è arrivati ad una condanna. Le pene oscillano dagli otto mesi ad un massimo di sette anni.
Allora non resta che affidarsi alle istituzioni locali che con fondi e progetti mirati puntano soprattutto all’emersione del fenomeno. Nel pomeriggio si confrontano il nord e il sud del paese: c’è il sindaco di Corsico che ha predisposto un ufficio legalità che non bada agli straordinari e ai gettoni di presenza e in accordo anche con le forze dell’ordine ha già ottenuto risultati in termini di prevenzione e controllo; alla Lombardia risponde la Provincia di Catania, per Salvo Patanè presidente della Commissione legalità, il contrasto si fa tutti i giorni soprattutto nei territori più difficili e racconta dell’esperimento del ponte della bellezza di Librino, opera d’arte costruita dai ragazzi di quello che è uno quartieri più degradati di Catania. Ancora sud con il commissario regionale antiracket della Basilicata, Egidio Basile e poi di nuovo nord con Donatella Stoppani che racconta come sia difficile superare l’omertà a Novara.
Racconti e testimonianze che ribadiscono un concetto: l’usura è una piaga di cui si deve parlare e ci si deve occupare. Servono però anche campagne di comunicazione mirate. Anche su questo Sos impresa vuole dare suggerimenti. Flavia Trupia, esperta di comunicazione illustra le tecniche giuste per delineare un fenomeno che vive nell’oscurità e poi ci sono i ragazzi che si sono trasformati in giovani reporter contro l’usura grazie al concorso lanciato proprio dall’organizzazione della Confesercenti e coordinato da Alessandro Langiu. A premiarli arrivano il presidente della federazione nazionale della stampa Roberto Natale, Santo Della Volpe del TG3, Stefano Bianchi presidente della giuria e Vincenzo Vita della commissione di vigilanza Rai. Ne continuano a parlare nel pomeriggio insieme a giornalisti ed esperti di comunicazione.
Come finire una giornata così lunga e densa di numeri e concetti se non affidandosi ad un libro e ad una figura che del movimento antiracket è diventato un simbolo. Allora ecco tutti i partecipanti riuniti nella piccola libreria Frane Letterarie al rione Monti a parlare delle Lettere al caro estortore, raccolta di temi di ragazzi di tutta Italia, ispirati dalla famosa lettera. scritta da Libero Grassi nel gennaio del 91 per denunciare chi gli aveva chiesto il pizzo. C’è chi ricorda la figura come il senatore Costantino Garraffa che lo ha conosciuto; chi ne rivela alcuni dettagli come Marcello Ravveduto, biografo ufficiale, che ci tiene a che se ne parli come un uomo onesto e non un eroe e poi chi, come l’avvocato Fausto Amato, racconta la situazione attuale della Palermo nella quale denunciare continua ad essere difficile e pericoloso. Chiudono le parole del presidente di Sos Impresa, Lino Busà che spiega perché è importante concludere la giornata, ricordando chi tra i primi ha capito l’importanza del rumore mediatico e dell’unione per ribellarsi al sistema mafioso. Totò Cernigliaro che è il curatore del libro e l’inventore del premio Grassi ringrazia e cita un passaggio della tesi del figlio in filosofia per ricordare che si vive in un periodo in cui si è “compiaciuti della propria limitatezza” e incita a superarla.
La seconda edizione del No Usura Day finisce alle nove di sera, dopo una giornata lunga e impegnativa, ma non si ferma l’impegno e la voglia di fare, grazie alle parole di una studentessa, vincitrice del Premio Libero Grassi. Arianna Tascone legge la sua lettera all’estortore che nella finzione ha denunciato e fatto arrestare: “quando tu passerai la tua prima nottata in prigione, io andrò ad aprire il mio negozio e mi guarderò alla vetrina. Sul mio volto ci sarà il sorriso e sai perché? Perché per la prima volta, con me entrerà la mia coscienza, l’ho tenuta fuori per troppo tempo”.
La battaglia contro l’usura continua tutti i giorni.
Roma, 22 settembre 2011