
21 novembre 2011
ROMA (ITALPRESS) – Sono 190mila le imprese che in tre anni, dal 2008 al 2011, hanno chiuso i battenti per debiti o usura. Il numero dei commercianti coinvolti in rapporti usurai sono non meno di 200 mila unita’, ma le posizioni debitorie vanno stimate in oltre 600 mila unita’. Con la crisi e’ aumentato il numero degli usurai oggi saliti da circa 25 mila ad oltre 40 mila. E’ quanto emerge dal “No usura day” di Sos impresa-Confesercenti. L’attuale fase economica, fa pagare al piccolo commercio e alla piccola imprenditoria il prezzo piu’ alto. Secondo un’elaborazione
della Confesercenti, nell’ultimo triennio, per vari motivi sono state oltre 242.000 i piccoli commercianti al dettaglio che hanno cessato la propria attivita’. A cui bisogna aggiungere oltre 300.000 imprese artigiane. L’usura in particolare costringe alla chiusura cinquanta aziende al giorno e ha bruciato, nel corso del
2010, circa 130.000 posti di lavoro. In base alle informazioni di Sos Impresa e ai diversi sportelli di aiuto presenti sul territorio nazionale, e’ possibile stimare il numero dei commercianti coinvolti in rapporti usurari in non meno di 200 mila. Inoltre, poiche’ ciascuno s’indebita con piu’ strozzini, le posizioni debitorie possono essere ragionevolmente stimate in oltre 600 mila, ma cio’ che e’ piu’ preoccupante e’ che in almeno 70.000 casi sono con associazioni per delinquere di tipo mafioso
finalizzate all’usura. A fronte di questa situazione e alle stime di Sos Impresa, certamente calcolate per difetto, il numero delle denunce registrate appare veramente risibile. A fronte di questa situazione e alle stime di Sos Impresa, certamente calcolate per difetto, il numero delle denunce registrate appare veramente risibile. Nel 2008 sono stati 375 i reati commessi e 905 le persone denunciate, segnando un leggero incremento sull’anno precedente (+12%), ma i numeri sono talmente bassi da rendere insignificante qualsiasi serio raffronto
statistico. Nel 2010 si registra un fatto singolare: ad un massimo storico delle persone denunciate (1078) si contrappone il minimo storico di denunce (228).
La figura dell’usuraio classico e’ destinata a esaurirsi per lasciare spazio a un usuraio organizzato, ben collegato agli ambienti professionali e che si avvale di connivenze con professionisti di alto livello. E’ un’usura dalla faccia pulita, i cui attori protagonisti, occulti o meno, occupano rispettabili posti nell’ambiente sociale in cui agiscono. Un primo gruppo e’ costituito da talune pseudo societa’ di intermediazione o di servizi finanziari. Un secondo gruppo e’ costituito da alcuni, ovviamente una ristrettissima minoranza, professionisti insospettabili. Un terzo gruppo da pochi ma infedeli bancari. Tutti e tre i gruppi hanno una finalita’ comune:
agiscono non solo per lucrare sugli interessi, con la modalita’ del rinnovo degli assegni, ma puntano ad una azione espropriativa. L’obiettivo e’ svuotare il malcapitato di ogni suo bene e attivita’ economica. Per quanto riguarda il sesso, c’e’ una prevalenza di uomini sia tra le vittime (73% dei casi), sia tra gli imputati (87% dei casi), ma mentre in quest’ultimo caso la percentuale femminile del 13% e’ in aumento. Per quanto riguarda l’attivita’ lavorativa della vittima, dai dati analizzati emerge che nella maggioranza dei casi (46%) si tratta di piccole imprese
operanti nel commercio.
(ITALPRESS).