No Usura Day
Rai News 24/L'usura non conosce crisi

Roma, 21-11-2011

In tre anni, dal 2008 al 2011, circa 190mila imprese hanno chiuso i battenti per debiti o usura. E' quanto denuncia Sos Impresa-Confesercenti. Il numero dei commercianti coinvolti in rapporti usurai si aggira intorno a 200mila, ma le posizioni debitorie vanno stimate in oltre 600mila unità. Con la crisi è aumentato il numero degli usurai, spiega Confesercenti, saliti da circa 25mila a oltre 40mila. Cresce anche la fascia dei cosiddetti usurai dalla faccia pulita. Le denunce restano poche, mentre la giustizia è lentissima. "In pratica - sottolinea lo studio - il reato di usura appare come se fosse depenalizzato".

I tentativi di salvataggio della propria attività, evidenzia il rapporto, avvengono in un circuito di marginalità economica, su cui l'usura allunga le sue mani. Il fenomeno colpisce in larga parte persone mature, intorno ai cinquant'anni, che hanno sempre operato nel commercio e che hanno oggettive difficoltà a riconvertirsi nel mercato del lavoro. E, quindi, tentano di tutto per evitare il protesto di un assegno, il fallimento della loro attività. Solitamente sono commercianti che operano nel dettaglio tradizionale, come alimentaristi, fruttivendoli, gestori di negozi di abbigliamento e calzature, fiorai, mobilieri. Agli inizi del Duemila si stimava in circa 25mila il numero degli usurai in attività. Oggi sono saliti a oltre 40mila, per la gran parte soggetti noti all'autorità giudiziaria. Tra questi anche esponenti di un'usura di mafia, cioè gestita dalla criminalità mafiosa e organizzata. E sono almeno 70mila i casi con associazioni per delinquere di tipo mafioso finalizzate all'usura. Gli interessi sono ormai stabilizzati oltre il 10% mensile, cresce il capitale richiesto e gli interessi restituiti. Dal 1996 si assiste a un calo sistematico e apparentemente inarrestabile del numero delle denunce, anche se dal 2004 il metodo di rilevazione statistica del ministero dell'Interno è cambiato. Nel 2008 sono stati 375 i reati commessi e 905 le persone denunciate, segnando un leggero incremento sull'anno precedente (+12%). "Ma i numeri sono talmente bassi - sottolinea il rapporto della Confesercenti - da rendere insignificante qualsiasi serio raffronto statistico".

Nel 2010 si registra un fatto singolare: a un massimo storico delle persone denunciate (1078) si contrappone il minimo storico di denunce (228). Il fenomeno usuraio ha subito, nell'ultimo decennio e in contemporanea con l'aggravarsi della crisi economica, una pericolosa evoluzione. La figura dell'usuraio classico, (di strada, di quartiere, sul posto di lavoro) è destinata a esaurirsi per lasciare spazio a un usuraio organizzato, ben collegato agli ambienti professionali e che si avvale di connivenze con professionisti di alto livello. E' un'usura dalla faccia pulita i cui attori protagonisti, occulti o meno, occupano rispettabili posti nell'ambiente sociale in cui agiscono. "Senza generalizzare, sarebbe assolutamente errato farlo - si legge nello studio - si tratta di alcuni imprenditori, commercialisti, avvocati, notai, bancari. Conoscono, per professione, bene i meccanismi del mercato del credito legale, e, spesso, conoscono perfettamente le condizioni economiche delle proprie vittime". Per quanto riguarda il sesso si ha una prevalenza di uomini sia tra le vittime (73% dei casi) che tra gli imputati (87% dei casi). Ma mentre in quest'ultimo caso la percentuale femminile del 13% è in aumento, ma sostanzialmente in linea con quella di altre fattispecie di reato dove i soggetti femminili oscillano sempre tra il 9%-15%, il dato delle vittime (27% di donne) è più alto della media. In entrambi i casi, la componente femminile risulta in aumento rispetto sia alla ricerca del 2008 (24% di vittime, 11% di autrici-imputate). L'età delle vittime è, per una larga maggioranza (83% dei casi), al di sotto dei cinquant'anni.