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XVI Edizione Premio Nazionale Paolo Borsellino
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Il premio Borsellino, giunto alla 16° edizione, si propone di esaltare ogni anno l'operato di personalità che, nel corso della loro vita, hanno testimoniato i più alti valori dell'Uomo: la rettitudine, la giustizia, la solidarietà, la legalità.
Il premio, nato il 3 dicembre del 1992 e presieduto da Antonino Caponnetto fino al 2002, ancora una volta intende testimoniare ammirazione, gratitudine ed affetto a quelle personalità italiane che hanno offerto una testimonianza d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nella propria vita e nell’azione sociale, civile, culturale e politica contro la violenza e l’ingiustizia, ed in modo particolare per l’impegno profuso in difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità.
Ricordando che un uomo deve fare quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali e i pericoli. Questa è la base di tutta la moralità umana.

I premiati della XVI Edizione: “I giganti” per Terra in bocca, Cooperativa sociale “I colori”, Antonello Persico, Egidia Arrigoni, Gennaro Del Prete, Piero Comito, Giuseppe Baldessarro, Guardia di Finanza Regione Abruzzo, Progetto Legalità Comune di Napoli – Giuseppe Narducci, Giuseppe Lombardo, Anna Canepa, Luca Tescaroli.

Saluto di Rita Borsellino

Cari amici e care amiche,
mi spiace non avere potuto prendere parte alle iniziative di questi giorni per la sedicesima edizione del “Premio nazionale Paolo Borsellino”. Impegni al Parlamento europeo mi hanno impedito di partecipare a quella che considero da sempre, dalla data della sua creazione - il 3 dicembre del 1992 per opera di Antonino Caponnetto che ne fu primo presidente - un’occasione importante di ricordo, riflessione ma anche una delle iniziative nazionali più importanti di confronto e dibattito sui temi della lotta alla criminalità organizzata e della legalità. Una lotta che deve tenere uniti Nord e Sud, così diversi eppure così uguali. Insieme per evitare che la mafia metta le mani nei grandi affari, a cominciare da l’Aquila e che si insinui nei palazzi del potere dove trova terreno fertile e linfa vitale. Un impegno condiviso, costante e vivo che ci vede tutti uniti nel segno della memoria per salvaguardare la democrazia e combattere ogni forma di criminalità. Un abbraccio forte e sincero a voi tutti. Rita Borsellino.

Le motivazioni

“I giganti” per Terra in bocca: Terra in bocca è un album del gruppo I Giganti pubblicato nel 1971. Di fatto un atto di coraggio, una forte accusa alla mafia. Un progetto veramente innovativo e trasversale per l'epoca:un capolavoro. La resa complessiva lo proietta ancora oggi nella categoria degli "imprescindibili" della musica Italiana. Eppure l'album fu trasmesso solo da una radio, poi nessuno ne seppe più nulla e fu la fine dei Giganti. Perché la mafia colpisce in mille modi. Ricevono il premio per il loro impegno nel campo artistico e culturale che è stato già stato assegnato tra li altri a Fabrizio De Andrè, Dario Fo, Franca Rame, Comencini, Monicelli, Moni Ovadia, Celestini, Branduardi e idealmente a quanti hanno il merito di mettere in comunicazione il genio, l’inventiva umana, con il necessario sguardo sul mondo, che spesso invece rimane, per gli artisti come per i politici, una distratta incombenza.Il primo dei Premi “Paolo Borsellino” 2011 va ai Giganti per il loro coraggio e la loro opera. Sono presenti e ritirano il Premio Enrico Maria Papes,

Cooperativa I colori di Roseto: un luogo di promozione umana che si colloca con perfetta coerenza nel nostro progetto culturale educativo, perché nel suo intenso agire quotidiano, intreccia alla competenza i temi della giustizia sociale, dunque della legalità. Pur tra le difficoltà del momento riesce a coniugare solidarietà e alti standard di efficienza organizzativa attraverso l'impegno appassionato e competente di tutti gli operatori, volontari e collaboratori, in un contesto di intervento particolarmente complesso.
Per il profondo e sentito impegno, rivolto al riscatto umano e sociale delle fasce più deboli sostenendo itinerari formativi e offrendo luoghi accoglienti, aperti e fraterni, il Premio “Paolo Borsellino” 2011 per l’impegno sociale va alla Cooperativa I Colori di Roseto degli Abruzzi. Ritira il premio il Presidente

Antonello Persico: Medico e cantante. Una persona semplice. Uno come tanti. Che cantando comunica il suo entusiasmo per la vita e la passione che prova per le parole di Fabrizio De Andrè, per quella poesia che canta. Antonello Persico è semplicemente un uomo che fà quello che è suo dovere fare. Ma con i genitori, medici ed infermieri del reparto di Chirurgia Pediatrica di Pescara, ha fondato l’associazione onlus A.M.I.C.O. che tra i suoi obbiettivi primari quello di essere al fianco di chi ha bisogno, fornendo un supporto importante ai genitori che si trovano ad affrontare la malattia dei loro bambini. Con i suoi innumerevoli concerti ha già realizzato numerose ed importanti azioni di concreta solidarietà ed oggi ha raggiunto l’ultima impresa, quella di comprare un ecografo per il reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale di Pescara. Per questa sua attività, luminoso esempio di impegno sociale, per la sua coerenza e la sua costanza nel fare il bene il Premio “Paolo Borsellino” 2011 per l’impegno sociale va a Antonello Persico.

Egidia Beretta Arrigoni: Restiamo umani è stato l’urlo di Vittorio Arrigoni. Un urlo disperato e a volte di speranza. Restiamo umani gridava Vittorio. Restiamo umani scriveva il giornalista, scrittore, attivista Vittorio Arrigoni morto a Gaza il 15 aprile scorso. Restiamo umani vogliamo urlare anche noi. Restiamo umani contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. Restiamo umani con la brama di Verità prima di ogni anelito. Restiamo umani davanti all'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito. Restiamo umani vogliamo gridare insieme ad Egidia Beretta Arrigoni, madre di Vittorio.
Il Premio Borsellino 2011 per l’impegno civile che da quest’anno sarà intitolato a Vittorio lo consegnamo ad Egidia Beretta Arrigoni. Per non dimenticare.

Gennaro Del Prete: Il primo premio per l’impegno civile “Restiamo umani” a Gennaro Del Prete per aver raccolto la fiaccola di suo padre Federico, sindacalista sconosciuto ucciso dalla camorra perchè ebbe il coraggio di denunciare racket e clan; sindacalista sconosciuto che lottava quotidianamente contro la camorra della provincia di Napoli e Caserta e che, proprio a causa delle sue denunce, fu ucciso da un killer dei casalesi nella sede del sindacato, sindacalista sconosciuto di cui ricordiamo una vita sensibile di impegno e di fatica per un sindacato libero e indipendente attento ai bisogni ed ai diritti dei lavoratori. Se al funerale non andò nessuno, se nessuno ricorda Federico perché quello che ha speso, la sua vita, in fondo non conta poi molto nella bilancia generale delle anime, perché era un semplice venditore ambulante, troppo poco per i telegiornali che si muovono per almeno qualcosa in più, vogliamo ricordarlo noi assegnando il Premio Borsellino 2011 per l’impegno civile a suo figlio Gennaro Del Prete che ci invita a “Restare umani”.

Comune di Napoli – Progetto legalità: Senza sovrapporsi alle competenze specifiche che appartengono al Governo nazionale, nell'ambito della politica di legalità e sicurezza,il Comune di Napoli nel suo nuovo corso ha deciso di svolgere un ruolo di promozione, prevenzione, sensibilizzazione, attivazione di energie e soggetti nell'iniziativa antiracket e antiusura. Favorendo la collaborazione tra i soggetti attivi della società, con un impegno che coinvolge vari soggetti e in modo particolare le scuole cittadine attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione A ritirare il premio per l’impegno civile e politico è l’assessore alla legalità del Comune di Napoli Giuseppe Narducci magistrato che ha sempre svolto il suo lavoro a Napoli come Pubblico Ministero occupandosi, prevalentemente, di indagini sulla criminalità organizzata camorristica, anche sul versante dei rapporti collusivi con settori della politica, delle istituzioni e della economia

Rodrigo Jaimes Hidalgo partito da un lettura del Vangelo come messaggio di liberazione di tutti gli uomini da ogni forma di schiavitù, è passato alla testimonianza personale dei valori della solidarietà, prima nella realtà latino americana dove il potere riesce ad esercitare sulla società ha una forza di ricatto e di condizionamento molto grande. Oggi in Europa.
Rodrigo Hidalgo “Voz de sin voz” voce di chi non ha voce, difensore strenuo nel suo paese delle libertà democratiche del suo popolo fino all’esilio, si è fatto promotore e per lunghi anni presidente della comunità dei lavoratori stranieri in italia strappando alla manovalanza della criminalità organizzata tantissimi giovani di ogni paese in cerca di riscatto, combattendo così concretamente le mafie, sostenendo i principi dell’accoglienza e della legalità, anche quando sembrava che questi valori fossero largamente rifiutati.
Oggi premiamo il suo impegno teso a costruire una realtà più giusta e solidale che è un passo necessario verso la convivialità nazionale e mondiale. Oggi premiamo una scelta di vita spesa per la fede, la legalità e la giustizia. Un simbolico premio come riconoscimento per l’opera da lui svolta. a Rodrigo Jaimes Hidalgo il Premio Borsellino 2011 per l’impegno civile e sociale.

Piero Comito “Credo nella libertà di espressione, cioè credo in giornali e televisioni liberi di criticare il potere” scriveva Enzo Biagi che vogliamo ricordare premiando Piero Comito. Come quella di Biagi la sua è una penna che lascia il segno. Una penna che va al sodo, senza tanti fronzoli, senza paura, senza tentennamenti, schierata apertamente contro le mafie che corrompono la sua terra di Calabria. Sempre però dopo un lavoro di approfondimento, sempre dopo quello studio, quel lavoro di conoscenza che rende davvero il giornalismo un servizio per la collettività. Non improvvisata. Non neutra. Non distaccata. Non accetta le parole troppo spesso imbrigliate, le penne opportunamente spuntate, le cronache monche o pilotate. La sua è una penna appassionata come è la vita di tutte le persone che s’impegnano per la giustizia. A Piero Comito il Premio Borsellino 2011 per il giornalismo

Giuseppe Baldessarro Crede fino in fondo nella funzione sociale e civile di chi racconta e ragiona sui fatti. Crede che solo una comunità consapevole, capace di raccontarsi con onestà, sia una democrazia sana, una democrazia viva. Come Giuseppe D’Avanzo che vogliamo ricordare premiandolo crede nell’importanza di una analisi puntuale, approfondita sulle mafie, la corruzione, le tante forme d’illegalità, sapendo bene che non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola “informazione” l’aggettivo “libera”. Perché l’informazione o è libera o, semplicemente, non è informazione: è propaganda, demagogia. Eppure sa e denuncia che mai come in questi anni l’informazione corre il rischio di essere soffocata o asservita. Pensando a lui ci piace ricordare una frase del giudice Livatino «Alla fine della vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti ma se siamo stati credibili». Lui è una persona credibile. A Giuseppe Baldessaro il Premio Borsellino 2011 per il giornalismo

Andrea Pamparana Come Roberto Morrione grande giornalista che del Premio Borsellino è stato Presidente e garante crede in un giornalismo che sia servizio pubblico e amore per la giustizia. Crede che questa sia l’etica del giornalismo, e prima ancora del giornalista. Punto di riferimento costante per chiunque si batta per i diritti e la legalità. Ad Andrea Pamparana per i suoi libri denuncia contro la ndrangheta e la sua trasmissione Indignato speciale, per aver affermato e testimoniato il valore dell’impegno civile e culturale sul degrado sociale e politico. Per aver raccontato con calore e umanità anche in Tv la vita della periferia, delle persone sole, bisognose, abbandonate dallo Stato ad una esistenza fatta di emarginazione e precarietà. Da ogni sua quotidiana inchiesta indignata traspare uno straordinario impegno civile, un desiderio di giustizia sociale che si traduce in una coraggiosa e continua sfida al degrado. A Andrea pamparana il Premio Borsellino 2011 per il giornalismo

Il primo dei premi Borsellino 2011 di impegno per la legalità è consegnato alla Guardia di Finanza Regione Abruzzo, idealmente a tutti i suoi uomini. E’ un riconoscimento all’attività meritoria che la guardia di finanza svolge sul territorio della nostra regione, di contrasto ala attività criminale nelle sue varie forme attraverso tutti i suoi uomini, e per il contributo di sostegno fondamentale che la guardia di finanza della regione abruzzo dette e da ancora oggi alla nostra regione colpita dal terremoto. Adempiendo al suo dovere, fronteggiando con crescente efficacia le insidie della mafia che cerca di infiltrarsi nel nostro territorio con la sua barbarie che offende la cultura di questa terra e la dignità dei suoi abitanti. Ritira il Co. Pietro Pelagatti, Comandante Prov.le della Guardia di Finanza

Giuseppe Lombardo Sulla sua scrivania ci sono i fascicoli più delicati sulle famiglie mafiose calabresi e sui loro legami con la politica e i colletti bianchi. Per il grande impegno profuso nella promozione dei valori della legalità. Per aver resistito alla prepotenza della mafia che crede di poter travolgere tutto e tutti pur avendo conosciuto la crudeltà della violenza mafiosa ndranghetista su postazioni di prima linea. Per aver resistito alle giuste e umane paure e, con la tenacia sua e dei suoi collaboratori, contribuito ogni giorno concretamente alla costruzione di una società più giusta necessariamente fondata sulla legalità e sulla fiducia nelle istituzioni. Interpretando il bisogno della collettività che chiede diritti e sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori: a partire dalla giustizia. Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino al dott. Giuseppe Lombardo il premio nazionale borsellino 2011

Anna Canepa è stata una dei "giudici ragazzini" alla scuola di Paolo Borsellino nei territori in cui la giustizia è pesantemente minacciata dalla mafia. Pur nella giovane età la sua è una vita spesa per la giustizia. Una scelta di vita spesa per la legalità interpretando in senso compiuto il magisterium. Conduce una lotta quotidiana e nobile contro il male assoluto delle mafie, dell'angheria, della corruttela diffusa e del silenzio complice Con la forza delle idee per portare sempre avanti in suo impegno di giustizia, a qualsiasi costo, per costruire un futuro migliore. Per tutti. I suoi successi operativi susseguitisi ed il suo impegno danno concretezza alle speranze di legalità, di sviluppo e di convivenza degli uomini onesti che guardano alle istituzioni con fiducia. alla dott.ssa Anna Canepa il premio nazionale borsellino 2011

Luca Tescaroli Con uno straordinario sacrificio personale, è stato pubblico ministero nel processo per la strage di Capaci e nel processo relativo alla morte del banchiere Roberto Calvi pagando un prezzo altissimo per il suo impegno in difesa e per la promozione dei valori della legalità. Una legalità vera, quella che sta dentro il nome di Paolo Borsellino: non il vuoto legalismo dei benpensanti, il securitarismo che aggredisce i lavavetri ma è connivente con l’illegalità diffusa della politica, chiude gli occhi davanti alle truffe dei potenti e rimane silente e dunque complice davanti ai furti di Stato. Interpretando il bisogno della collettività che chiede diritti e sente il bisogno di una società fondata sui più alti valori: a partire dalla giustizia. Ispirandosi agli stessi principi e agli stessi valori che hanno animato la vita di Paolo Borsellino al dott. Luca Tescaroli il premio nazionale borsellino 2011