Immagine tratta da: erikamattiaedio.blog.spot.it

Anna Ferrara Presidente Sos Impresa Napoli
Mercoledì 9 aprile, l'assemblea generale dei soci ha eletto il nuovo Presidente di Sos Impresa Napoli, Anna Ferrara, già presidente dell'associazione dei commercianti di Ponticelli, e vittima di un attentato estorsivo nel capodanno del 2013.

Delegata del Sindaco di Napoli per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, adesso ricoprerà anche la massima carica a livello locale di Sos Impresa. A lei e al coordinatore Martino Laezza, Presidente della Confesercenti di Casoria, giungano i nostri migliori auguri di buon lavoro.


Bookmark and Share
Congratulazioni
Sos Impresa Lazio si congratula con il Comandante Pietro Bernardi e la stazione dei Carabinieri di Villa Bonelli per l’arresto del pensionato romano di 68 anni, ex pugile, accusato di usura ed estorsione.
L’inchiesta era partita a fine di dicembre del 2012, quando un imprenditore, ormai disperato, si era rivolto al nostro numero verde il giorno di Natale ed era stato accompagnato dai Carabinieri per porgere denuncia nel giorno di Santo Stefano.

Magliana: ex pugile ed usuraio arrestato dai carabinieri

Bookmark and Share
Stato Quotidiano/Confesercenti: “no” all’usura e al racket, numero verde SOS impresa
Foggia – ANCHE Confesercenti in prima linea per dire ancora una volta “no” all’usura e al racket. Piena adesione dell’Associazione provinciale affinché la lotta alle azioni malavitose venga intensificata. Con questo obiettivo, Confesercenti mette a disposizione il numero verde di SOS Impresa, da tempo iscritto al numero 3 della Prefettura di Foggia e antesignano nella lotta ai fenomeni criminali sempre più diffusi in provincia di Foggia come l’usura e il racket.



Bookmark and Share
Brindisi Report/Il viceministro Bubbico alla convention antiracket: "Le banche aiutino gli imprenditori"
"Le istituzioni bancarie spesso sono venute meno ai loro compiti e alla loro funzione economica di responsabilità pubblica". Il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, è intervenuto alla convention delle associazioni antiracket svoltasi presso la Camera di commercio di Brindisi
Gianluca Greco 28 marzo 2014

BRINDISI – “Le istituzioni bancarie spesso sono venute meno ai loro compiti e alla loro funzione economica di responsabilità pubblica”. Il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, esorta le banche a non abbandonare gli imprenditori in difficoltà. Tale appello è stato lanciato nel corso della convention regionale della “Rete della legalità antiracket e antiusura no profit" svoltasi questo pomeriggio presso la Camera di commercio: un evento che giunge a 24 ore dall’operazione nell’ambito della quale la Squadra mobile di Brindisi, in sinergia con la Dda di Lecce, ha arrestato quattro presunti usurai brindisini denunciati da un commerciante. E il primo a chiamare in causa gli istituti bancari, nella giornata di giovedì, era stato proprio il procuratore capo della Dda di Lecce, Cataldo Motta.

Bookmark and Share
 
Criminalità organizzata, corruzione e (auto)riciclaggio di denaro
giovedì 8 maggio 2014, ore 15:30
Aula polifunzionale
10° Battaglione Carabinieri Campania
via Miano, 203 (Caserma Caretto)
80145 Napoli

Modera:
Conchita SANNINO, la Repubblica

Indirizzi di saluto:
Massimo CAGNAZZO, Comandante del 10° Battaglione Carabinieri Campania

Intervengono:
Agostino DE CARO, Professore ordinario di Diritto processuale penale, Università del Molise
Mario DOVINOLA, Sostituto procuratore, Roma
Luigi GIORDANO, GIP, Napoli
Enrica PARASCANDOLO, DDA, Napoli
Raffaelle PICCIRILLO, Magistrato addetto all’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di cassazione
Henry John WOODCOCK, DDA, Napoli
Gioacchino ONORATI, Editore e fondatore di Aracne editrice

Bookmark and Share
Presentazione di "Riformismo Mancato Società, consumi e politica nell'Italia del Miracolo"
Mercoledì 16 aprile 2014 - Ore 18.00

Presentazione di

Riformismo Mancato Società, consumi e politica nell'Italia del Miracolo
edito da Rx Castelvecchi
di Massimiliano Amato e Marcello Ravveduto

c/o Libreria La Feltrinelli
Viale Libia, 186 - Roma

Interverranno:
Emanuele Macaluso
(già parlamentare della Repubblica)
Maurizio Ridolfi
(Università della Tuscia)
Claudio Sardo
(Editorialista de “L’Unità)

Saranno presenti gli Autori

FanPage/Er Libanese, come un criminale diventa una pop star di Marcello Ravveduto
La fiction Romanzo Criminale ha trasformato in mito le storie della Banda della Magliana. Un cortocircuito reale/virtuale in cui il personaggio del Libanese ha assunto una sua autonomia divenendo una pop star televisiva.

“Pigliamose Roma” è la frase in assoluto più famosa de Er Libanese, Pietro Proietti, protagonista uno e trino (letteratura, cinema e tv) di Romanzo criminale, fondatore della banda della Magliana e ispirato a Franco Giuseppucci detto Er Negro. Le frasi, l’abbigliamento vintage, la faccia ingrugnita, i misteri degli anni Settanta sono tutti ingredienti di un successo mediatico oltre misura. Si sa il cattivo affascina soprattutto quando calza la maschera del verosimile.

http://www.fanpage.it/er-libanese-come-un-criminale-diventa-una-pop-star/

Bookmark and Share
Ravenna contro le mafie
"Liberi dalle mafie" (Ed 2014) è un progetto realizzato nel territorio del Comune di Ravenna che ha visto la partecipazione di oltre 1700 studenti al percorso formativo e agli ncontri diretti con i testimoni quali famigliari di vittime di mafia, operatori di associazioni, vittime di usura, rappresentanti delle cooperative di Libera Terra impegnate nel riuso dei beni confiscate alle mafie.

Programma completo

Bookmark and Share
L'Espresso/Le mani della 'ndrangheta sull'economia dell'Emilia: 13 arresti e beni sequestrati di Giovanni Tizian
Colpita la ‘ndrangheta emiliana. Tredici arresti e sequestro di beni per 13 milioni di euro alle cosche Arena e Nicoscia. Clan che hanno il cuore a Isola Capo Rizzuto, mente e cassaforte in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, tra le province di Reggio Emilia, Modena, Mantova e Verona.

L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba. I militari dell’Arma dei nuclei investigativi di Modena, Reggio e Bologna, coordinati dalla procura antimafia di Bologna, hanno notificato le ordinanze, sette in carcere e sei ai domiciliari, a imprenditori sospettati di legami con le ‘ndrine crotonesi e ad affiliati veri e propri.

09 aprile 2014 © Riproduzione riservata

Bookmark and Share
Diritto Penale Contemporaneo/Le Sezioni Unite devono prendere posizione: natura della confisca antimafia; l’applicabilità del principio di irretroattività; la necessità della “correlazione temporale
7 Aprile 2014
Nota su Cass., Sez. VI, ord. 30 gennaio 2014 (dep. 11 marzo 2014), n. 11752, Pres. Garribba, Rel. Paternò Raddusa, Ric. Spinelli e altro
[Anna Maria Maugeri]
Per leggere l'ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite, clicca qui.
SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. La pericolosità sociale come presupposto della confisca. - 3. La natura delle misure di prevenzione: orientamento consolidato e sentenza Ferrara. - 4. La sentenza Occhipinti: la natura sanzionatoria della confisca (basta a risolvere tutti i problemi?). - 5. L'applicazione del principio di irretroattività. - 6. L'influenza della correlazione temporale sulla natura della confisca: "o si prova la correlazione temporale o la confisca di prevenzione ha natura sanzionatoria". - 6.1. L'orientamento che nega la rilevanza della correlazione temporale. - 6.2. L'orientamento che richiede la correlazione temporale. - 6.3. Alcune considerazioni.

Download Documento 

Bookmark and Share


ACCADEMIA DELLA CRUSCA/CAMORRA, MAFIA, ’NDRANGHETA parte III: origine di ’ndrangheta di Alberto Nocentini
Ultima e tardiva a emergere dalla sua vita sotterranea a più di un secolo di distanza è ’ndrangheta, che avuto la sua registrazione lessicale grazie a Ernesto Ferrero (I gerghi della malavita dal ’500 a oggi, Milano, Oscar Mondadori, 1972) nella forma ’ndranghete, adattamento del dialettale ’ndranghiti. La proposta etimologica che ha riscosso più consensi è stata formulata da Paolo Martino nel saggio Per la storia della ’ndranghita (Roma, Università “La Sapienza”, 1988), dove si sostiene la provenienza dal greco andragathía ‘virtù propria dell’uomo’ e per superare le difficoltà di ordine fonetico poste dalla derivazione diretta di ’ndranghita da andragathía, prima fra tutte lo spostamento dell’accento, si presuppone il tramite del verbo ’ndranghitiari ‘atteggiarsi a uomo d’onore’, da cui per retroderivazione sarebbero discesi sia ’ndranghita ‘onorata società’ che ’ndranghitu ‘uomo d’onore’. La sopravvivenza della voce classica andragathía, priva di testimonianze nei dialetti calabresi e siciliani, sarebbe garantita da un documento singolare: in una carta dell’Italia meridionale del geografo olandese Abrahamus Ortelius, pubblicata ad Anversa nel 1596, colla dicitura Andragathia regio, posta sotto l’etnico Lucani, viene indicata un’area corrispondente al Cilento, mentre nel Thesaurus Geographicus, che ebbe più edizioni a partire dal 1587, l’andragathia è collocata “in Brutiis”, cioè nell’attuale Calabria.

Bookmark and Share


I nuovi schiavi: in cammino contro la tratta degli essere umani La Carovana antimafie riprende il suo viaggio per i diritti, la giustizia sociale, la legalità democratica
Partirà da Roma il 7 aprile e concluderà la prima parte del suo viaggio il 15 giugno in Sicilia, dopo aver attraversato tutta l’Italia, la Carovana antimafie 2014, di cui quest’anno ricorre il ventennale.
Nata infatti nel 1994, su iniziativa di Arci Sicilia, la Carovana compie 20 anni e terminerà simbolicamente il suo viaggio proprio sull’isola siciliana, per poi riprendere in autunno il cammino verso la Serbia, la Romania, la Francia e, nel 2015, Malta.
Il tema di questa edizione è quello della tratta degli esseri umani, ormai un core business della criminalità organizzata, che trova laute fonti di guadagno nello sfruttamento dei migranti.

Bookmark and Share
Diritto Penale Contemporaneo/La “clessidra” del riciclaggio ed il privilegio di self-laundering: note sparse a margine di ricorrenti, astratti furori del legislatore
4 Aprile 2014
[Stefano Cavallini | Luca Troyer]
In vista della pubblicazione su Diritto penale contemporaneo - Rivista trimestrale, il presente contributo, qui pubblicato in anteprima, è stato sottoposto in forma anonima alla valutazione di due revisori esperti.

SOMMARIO: 1. Osservazioni introduttive e campo di indagine. - 2. Le radici della scelta italiana e i problemi teorici della clausola di riserva. - 3. Clausola di riserva e ricostruzione del sistema: i problemi pratico-applicativi della scelta italiana. - 4. Gli sporadici interventi della giurisprudenza in tema di autoriciclaggio: una condivisibile tendenza al rispetto della legalità. - 5. Uno sguardo oltre confine: cenni su riciclaggio e autoriciclaggio nei sistemi di civil e di common law. - 6. L'opportunità della scelta italiana: auspici o timori di superamento de lege ferenda?

Download Documento

Bookmark and Share


AGISCO aderisce alla RETE PER LA LEGALITA'
E' con piacere che annunciamo l'adesione dell'Associazione AGISCO alla RETE PER LA LEGALITA', che ai già oltre cinquanta aderenti, può aggiungere una altra validissima associazione giovane, è nata nel giugno del 2010, ma che in breve tempo ha raccolto a se le migliori energie giovanili.
In questi anni, infatti, AGISCO ha promosso numerose iniziative sui temi della cittadinanza attiva e della partecipazione giovanile ai processi democratici, del dialogo interculturale ed interreligioso, della legalità, della creatività giovanile e della tutela ambientale.


Per maggiori informazioni AGISCO

Bookmark and Share
Il Messaggero/Allarme usura: 37 casi in tre mesi
TERNI - «L’ultima chiamata mi è arrivata questa mattina (ieri Ndr). Con questa siamo a quota 22 casi in tre mesi». Angelo Garofalo, presidente dell’Adoc Umbria, traccia un bilancio allarmante dell’ultimotrimestre. «Il nostro sportello - raccontaGarofalo - era nato per dare una mano ai ludopatici, ma abbiamo scoperto che vengono prestati soldi a tassi da usurai». Una piaga che si sta espandendo a macchia d’olio. «I dati - precisa Garofalo - si riferiscono a tutto il territorio del Ternano non solo la città». Ma l’allarme arriva anche dall’associazione Sos impresa che ha comunicato i dati dell’ultimo trimestre: 15 casi. Che sommati ai 22 comunicati da Garofalo fanno 37 casi di usura in tre mesi. Una denuncia ogni tre giorni.
Sportello antiusura del Comune
Dalla fine dello scorso anno è operativo nei locali dell’Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Terni (via Roma 40, di fronte al Politeama), il nuovo servizio di sostegno per le vittime dell’usura e delle estorsioni organizzato da Sos Impresa. Il servizio di consulenza gratuita, gestito da personale esperto, è aperto ogni mercoledì dalle ore 16 alle 18. Per appuntamento si può telefonare allo Sportello del Cittadino del Comune di Terni 0744.432201, oppure al numero verde di Sos Impresa: 800.900.767.

Mercoledì 02 Aprile 2014 - 16:40 Ultimo aggiornamento: 19:13

Bookmark and Share
L'Espresso/Gomorra, il tramonto della cupola di Giovanni Tizian

Gli arresti dei padrini storici e la confisca dei beni ha messo in ginocchio l'organizzazione. Ai vertici in carcere e alle famiglie garantiti 15 mila euro al mese. Ma i soldi scarseggiano, anche per la scomparssa del business degli sversamenti illegali. I giovani tentano la presa del potere tra spaccio ed estorsioni. E gli investigatori sono a caccia del secondo livello: quello finanziario

Il clan di Gomorra è in crisi. Sull'orlo del precipizio. Falcidiato da arresti, confische e pentimenti. Costretto a spendere per chi sta in carcere più di quanto incassa. I capi carismatici rinchiusi al 41 bis. Stessa sorte è toccata ai familiari, alle donne e ai rampolli delle dinastie criminali che tra Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano e d'Aversa hanno costruito un vero impero economico. Insomma, il clan dei Casalesi così come lo abbiamo conosciuto è finito. Parola di Franco Roberti, il procuratore nazionale antimafia che di camorra e clan dei Casalesi se ne intende.
© Riproduzione riservata

Bookmark and Share
ACCADEMIA DELLA CRUSCA/CAMORRA, MAFIA, ’NDRANGHETA parte II - origine di mafia di Alberto Nocentini
La comparsa di mafia è più o meno coeva a quella di camorra, ma priva di precedenti anteriori al periodo postunitario: attraverso il derivato mafioso figura nel testo teatrale di Giuseppe Rizzotto I mafiusi di la Vicaria di Palermu (1863) e la sua registrazione ufficiale nella lessicografia si deve al Nuovo vocabolario siciliano-italiano di Antonino Traina (Palermo, 1868-1873) coi significati di ‘braveria, baldanza, tracotanza, pottata, spocchia’ e infine ‘nome collettivo di tutti i mafiosi’. La presenza di una -f- in posizione interna, estranea alla tradizione latina, e la sua peculiarità di voce siciliana, hanno indirizzato la ricerca delle origini verso l’arabo e in questa direzione, la proposta che riscuote più consensi è quella dell’adattamento del prestito maḥyāṣ ‘smargiasso’, col derivato maḥyaṣa ‘smargiassata millanteria’, nella riformulazione di Salvatore Trovato (Atti del XXI Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza, Vol. III, Tübingen, Niemeyer, 1998, pp. 919-925).

Bookmark and Share

Orticalab/L’intervista Irpinia: il dramma dell’usura e la speranza di un sognatore
Domenico Capossela è il presidente di "SOS IIMPRESA", l’unica associazione anti-racket ed anti-usura irpina iscritta all’albo prefettizio del Ministero dell’Interno predisposto per questo tipo di associazioni: condizione che le permette anche di costituirsi parte civile nei processi contro usurai ed estorsori.
Ma Capossela è anche il proprietario dell’omonimo maglificio partner tecnico della cooperativa "Oasiproject" che segue il progetto di riutilizzo sociale di Villa "CentoQuindici Passi", il bene confiscato al clan Graziano, dove a breve sorgerà un maglificio.

Domenico ci racconta da dove nasce la sua esperienza.


Bookmark and Share
Brindisi, convention antiracket con il Vice-Ministro all'Interno Bubbico
Pubblicato in data 29/mar/2014
Telebrindisi webtv informazione in video da Brindisi e Provincia

VIDEO ALL'INTERNO

Bookmark and Share


La Dolce vita della 'ndrangheta
Dal Caffè Fiume, in via Salaria, al Café de Paris, in via Veneto, simbolo della Dolce vita: viaggio fra i locali storici della Capitale sequestrati alla 'ndrangheta

di Mario Forenza 25 marzo 2014"Non è finita". Con queste parole il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha commentato l'ultimo clamoroso sequestro di un bar alla moda nel centro di Roma, il Caffè Fiume. Da qui parte il nostro viaggio fra i locali storici della Capitale sequestrati alla 'ndrangheta: dal Caffè Fiume, in via Salaria, al Café de Paris, in via Veneto, simbolo della Dolce vita. Dal Caffè Chigi, nel cuore pulsante di Roma, al Grand Hotel Gianicolo, nella parte più panoramica e chic di Monteverde Vecchio. Ci accompagna Giovanni Tizian, scrittore e giornalista de L'Espresso, che si è occupato in un recente reportage delle infiltrazioni romane.

Sul centro di Roma, ormai da molto tempo, come emerge dalle indagini dell'antimafia, hanno messo le mani potenti cosche calabresi di Reggio e Vibo Valentia, che riciclano nei locali di richiamo internazionale i proventi del traffico di cocaina e dei subappalti della Salerno-Reggio Calabria. Compravendite effettuate con la complicità di professionisti romani e ricorrendo allo stratagemma dei prestanome, ai quali viene affidato in gestione il locale per conto della 'ndrine.

Bookmark and Share

ModenaOnLine/Omicidio al Novi Sad, Salvatori: "Siamo sgomenti"
lunedì 24 marzo 2014 16:35
Il presidente provinciale di Confesercenti: "Cittadini e commercianti non si capacitano di quanto accaduto"

MODENA - L'uccisione di un uomo venerdì sera al parco Novi Sad in quello che si profila essere un regolamento di conti tra bande ha lasciato il segno.
"Sgomento per quanto avvenuto, a pochi passi dal centro storico, ma anche forte preoccupazione per l'eventuale possibilità che episodi del genere possano ripetersi". Così Mauro Salvatori, presidente di Confesercenti per l'area di Modena.

Bookmark and Share
ACCADEMIA DELLA CRUSCA/CAMORRA, MAFIA, ’NDRANGHETA - parte I: origine di camorra di Alberto Nocentini
Oltre a indicare tre forme simili di malavita organizzata, proprie di tre regioni italiane (rispettivamente la Campania, la Sicilia e la Calabria), i tre termini condividono due caratteristiche storiche che li accomunano: l’aver avuto un periodo di trasmissione sotterranea, che ne ha ritardato l’attestazione nei documenti ufficiali, e l’esser nati come designazioni esterne sostitutive delle denominazioni interne, generiche e asettiche, come onorata o bella società, cosa nostra o semplicemente sistema. La prima caratteristica rappresenta l’ostacolo più serio alla ricostruzione etimologica per il divario cronologico fra il momento della formazione e la data delle prime testimonianze documentarie, mentre la seconda indirizza la ricerca della motivazione originaria non verso l’ambito ristretto della descrizione oggettiva, ma verso il campo aperto delle applicazioni metaforiche. In parole semplici, indipendentemente dalla gravità e dalla perniciosità dei fenomeni che rappresentano, i tre termini sono parole come tutte le altre, che andranno indagate cogli strumenti consueti dell’indagine etimologica.

Bookmark and Share

SOS Usura. La dimensione del fenomeno dalle imprese alle famiglie
Affollata presenza al convegno sull'usura promosso da Confesercenti.
Prefetto, Vescovo, Sostituto Procuratore e SOS Impresa-Confesercenti a confronto sul tema spinoso dell'usura e, in generale, sulla legalità


Livorno - L’evento ha preso le mosse dall’indagine, pubblicata alcuni mesi fa, a cura di SOS Impresa di Confesercenti e curata da Lino Busà e Bianca La Rocca, “Rischio usura nelle province toscane”, che aveva come scopo quello di capire l’esposizione al fenomeno nel territorio regionale. Un tema, quello dell’usura, reso attualissimo e rinvigorito dalla crisi economica e dalla difficoltà che sempre più imprese commerciali hanno a fare fronte a tutti i pagamenti con il calo del potere di acquisto di fasce sempre più ampie di popolazione.

Ed il dato che emerge e che interessa particolarmente Confesercenti è che chi è vittima di usura è nella quasi totalità dei casi un imprenditore del settore commerciale – dall’abbigliamento, alimentari, fiorai, mobili solo per fare alcuni esempi – di età tra i 48 ed i 55 anni (quindi non si tratta di operatori economici “novizi” o di imprese giovani poco capitalizzate) che ad un certo punto si trova a non essere più in grado di fare fronte alle spese e, complice anche una forte pressione psicologica, per evitare di ammettere le difficoltà spesso anche alla propria famiglia compie un passo dal quale poi è difficile tornare indietro. E proprio su questo aspetto ha insistito molto l’intervento del Vescovo Simone Giusti, che ha puntato l’indice sulla necessità di una vera e proprio “sussulto di legalità” che spinga cittadini, imprese ed istituzioni a mettere all’indice coloro che – singolarmente o nascosti dietro sedicenti finanziarie – mettono a rischio i destini umani ed imprenditoriali di persone in difficoltà economica.

Bookmark and Share
Nuova Sezione

Sul sito di Sos Impresa è stata creata la sezione Atti Giudiziari”, in cui sarà inserita la documentazione riguardante ordinanze, sentenze, costituzioni di parti civili e comparse conclusionali, al fine di creare un ottimo strumento di aggiornamento e informazione per i legali, impegnati nella difesa delle vittime di racket, usura e altri reati di tipo mafioso.

Bookmark and Share


Mafia SpA, un brand vincente

Anche in questa XIII edizione del Rapporto di Sos Impresa, Le mani della criminalità sulle imprese, possiamo affermare che la Mafia Spa si conferma come il più grande agente economico del Paese.
Una grande holding company articolata su un network criminale, fortemente intrecciato con la società, l’economia, la politica, in grado di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro con un utile che supera i 100 miliardi di euro al netto degli investimenti e degli accantonamenti, e 65 miliardi di euro di liquidità.
Il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, sfiora i cento miliardi di euro, pari a circa il 7% del PIL nazionale.
Una massa enorme di denaro, quindi, che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi.
Di fatto, le imprese subiscono 1300 reati al giorno, praticamente 50 all’ora, quasi un reato ogni minuto.

Sintesi per la la stampa

Le mani della criminalità sulle imprese è edito da Aliberti ed è in vendita presso tutte le librerie. Eventuali prenotazioni e richieste possono essere inviate ad Aliberti editore, via Meuccio Ruini, 74 - 42124 Reggio Emilia

Le mani della criminalità sulle imprese - XIII Rapporto di Sos Impresa - Aliberti Editore

Bookmark and Share